In Turchia l’invito degli Imam a difesa di Erdogan

Durante il tentativo di putsch dagli altoparlanti delle moschee appelli in sostegno del governo, anche nella “periferia” del Paese

Durante il tentativo di putsch dagli altoparlanti delle moschee appelli in sostegno del governo, anche nella “periferia” del Paese 

Non solo nei centri maggiori ma anche in tante altre città lontane da Istanbul. Durante il tentativo di colpo di stato in Turchia e anche domenica, i cittadini sono stati costantemente chiamati a scendere in piazza a sostegno del governo e del presidente Recep Tayyip Erdogan. Gli appelli venivano anche dagli altoparlanti delle moschee. Così ha riferito padre Paolo Pugliese, che svolge il suo servizio pastorale nella parrocchia cattolica di Antakya, antica Antiochia, dove hanno vissuto San Pietro e San Paolo, San Luca, e San Barnaba.

Anche a Antakya una parte considerevole della popolazione è scesa per le strade del centro lanciando slogan e suonando i clacson delle auto, ma non si sono sentiti colpi di arma da fuoco. La giornata di oggi, 18 luglio, è iniziata con una calma piatta. Tutti sanno che Erdogan ha preso in mano la situazione, ma si attende di vedere come evolverà la vicenda e quali saranno le conseguenze del golpe fallito.

Fonti del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli riferiscono a Fides che nelle ore concitate del tentativo di colpo di Stato il Patriarca ecumenico Bartolomeo, attualmente all’estero per un periodo di riposo, ha fatto pervenire un messaggio alle persone – ecclesiastici e laici – attualmente presenti nella sede patriarcale affacciata sul Corno d’Oro, a Istanbul, fornendo loro disposizioni precauzionali su come comportarsi e affrontare la situazione.

 

18 luglio 2016