Insettopia a Raggi: uno «spazio di espressività per nostri figli autistici»
La onlus torna a chiedere l’approvazione del progetto per trasformare Casale Gomenizza in officina artistica e laboratorio per l’autonomia
La onlus fondata da Nicoletti torna a chiedere l’approvazione del progetto per trasformare Casale Gomenizza in officina artistica e laboratorio per l’autonomia
Le famiglie di Insettopia chiedono al sindaco Raggi il “Casale delle arti”. Il progetto è pronto da tempo, il luogo esiste ed è l’ideale per rispondere alle esigenze dei ragazzi con autismo: spazioso, in mezzo al verde, ma incastonato nella città, perché non sia un ghetto ma un luogo integrato. «Si tratta del Casale Gomenizza – spiega Gianluca Nicoletti, promotore dell’iniziativa, che rilancia sulle pagine di Pernoiautistici – che il sindaco Alemanno fece restaurare per regalarlo a dei preti, con il fine di adibirlo a usi sociali. Dopo anni il Comune se lo riprese, perché in quel casale bellissimo non era partita alcuna attività, ma era sempre sigillato».
Oggi, però, il casale è abbandonato e infestato dalle erbacce: per questo Insettopia vorrebbe ottenere l’affidamento, garantendo anche la manodopera dei suoi “autistici giardinieri”. E rilancia il suo progetto, che ha come capofila il Miur, chiedendo di poter portare avanti questo «esperimento sociale – lo definisce Nicoletti – unico nel nostro paese, proprio perché collocato al centro di una realtà urbana complessa, non il solito casale tra i campi. I nostri ragazzi sono nati cittadini e vorranno continuare a vivere nella loro città, non finire in qualche lager a ingrassare chi sulla nostra pelle costruisce il suo business».
In sintesi, «il casale delle arti dovrebbe diventare uno spazio di libera espressività per autistici – si legge nel progetto – ma allo stesso tempo un luogo che possa attirare l’attenzione del territorio in cui è inserito, come volano di leggerezza di pensiero e di eccentricità, come valore estetico oltre che sociale». Tra le attività previste nel casale, ci sono l’ortocultura, l’arte, la fotografia, la musica, lo sport e la possibilità di far incontrare i “siblings”.
Il casale, insomma, si propone di diventare una vera e propria officina sociale e artistica, un laboratorio d’inclusione e integrazione, che dia spazio e visibilità a «quei soggetti autistici che a tutti gli effetti sono considerati dei fantasmi per la società – spiega Nicoletti -. Sono i ragazzi maggiorenni o quasi maggiorenni, che ancora stanno strappando gli ultimi anni possibili di scuola dell’obbligo e nel loro futuro non vedono nessun progetto improntato alla loro massima felicità». Nel Casale, potrebbero sperimentare e “addestrare” la propria autonomia, sorvegliati e monitorati da figure professionali, imparando insieme a condividere e rispettare alcune regole del vivere sociale.
Al sindaco Raggi Insettopia si rivolge per la terza volta, sollecitando una risposta nel merito e sottolineando l’importanza che questo progetto avrebbe per questa parte di popolazione romana che sempre sfugge non solo ai riflettori ma anche al mondo dei servizi e del sostegno pubblico. «Guardi i documenti allegati e ci riceva per parlarne – chiede la onlus -. Ci dia una possibilità, ci dia un termine e se tra due anni non abbiamo tenuto fede all’impegno ci cacci via. Però non segua come tutti quelli che l’hanno preceduta la via dell’indifferenza. Meglio un no che un forse, chissà, se ci sono le condizioni. Libera anche di mandarci a quel paese, ma almeno ce lo dica e argomenti la sua scelta. Mio figlio Tommy è un suo cittadino e per paradosso pure dotato di certificato elettorale, anche se riesce a malapena a scrivere il suo nome ed è convinto di poter incontrare la Sirenetta a bagno nel Tevere. Lui e i suoi amici crescono e noi genitori invecchiamo con l’angoscia del nostro futuro. Non possiamo essere pazienti, non possiamo proprio. Si faccia viva presto».
28 ottobre 2016

