Intercettati da Mosca due bombardieri Usa sul Mar Baltico
Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo. Intanto è sul tavolo al Cremlino il piano cinese per la pace, in 12 punti. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino: «La Russia è aperta a colloqui di pace». La Cina «non è né creatrice né parte della crisi in Ucraina»
Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che ieri, 20 marzo, un suo caccia Su-35 ha intercettato sul Mar Baltico 2 bombardieri strategici Usa che volavano in direzione del confine russo. Lo riferisce Interfax, aggiungendo che il jet è rientrato dopo che i bombardieri si sono allontanati. L’episodio segue l’abbattimento, il 14 marzo scorso, di un drone Usa nel Mar Nero, anche questo intercettato da caccia russi. Mosca ha dichiarato che il volo del Su-35 è stato rigorosamente in linea con le regole internazionali sull’uso dello spazio aereo, sottolineando che «non è stata consentita alcuna violazione» del confine di Stato della Russia.
Al Cremlino intanto si è svolto oggi, 21 marzo, il secondo incontro tra il presidente russo Putin e quello cinese Xi Jinping, allargato alle delegazioni, dopo il faccia a faccia informale di ieri. Sul tavolo, tra i temi, la questione Ucraina e il piano cinese per la pace, in 12 punti. Nelle parole di Xi Jinping infatti l’intento della visita è rafforzare «l’interazione strategica» con la Russia, e al contempo accreditare la Cina come mediatore credibile per il conflitto in Ucraina. E già ieri, davanti alle telecamere, il leader del Cremlino dichiarava di guardare «con interesse» alle proposte cinesi. «Siamo aperti a negoziati», ha aggiunto, sottolineando però che ogni soluzione dovrà tener conto del principio della «indivisibilità della sicurezza per tutti i Paesi». Vale a dire, un ritorno a quelle proposte sulla sicurezza europea avanzate alla Nato e agli Usa nel dicembre del 2021, che non ottennero la risposta desiderata da Mosca. Due mesi dopo scattava l’operazione militare in Ucraina.
La Russia, ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Wang Wenbin, «ha studiato con attenzione il documento di posizione della Cina sulla soluzione politica della crisi in Ucraina ed è aperta a colloqui di pace». Lo stesso Putin ha riferito che «la Russia apprezza la posizione coerente della Cina di sostenere equità, obiettività ed equilibrio sulle principali questioni internazionali. La Cina – ha aggiunto – continuerà a fare delle relazioni sino-russe una priorità».
Ancora, rispondendo alle critiche del segretario di Stato americano Antony Blinken sulla copertura diplomatica data da Pechino a Mosca, Wenbin ha ribadito che la Cina «non è né creatrice né parte della crisi in Ucraina, né ha fornito armi ad alcuna delle due parti in conflitto». E ha rimandato la palla nel campo avversario: «Gli Usa non sono qualificati per puntare il dito contro la Cina, figuriamoci incolparla. Dicono di voler mantenere la pace, ma la gente non vede alcun passo effettivo», mentre «quello che vedono tutti è che gli Usa continuano a fornire armi al campo di battaglia».
Sui colloqui tra Cina e Russia è intervenuto anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, secondo cui «l’Ucraina deve decidere quali condizioni sono accettabili per una soluzione di pace. E la Cina deve iniziare a capire la prospettiva di Kiev e stabilire un contatto con il presidente Volodymyr Zelensky, se vuole fare sul serio sulla pace. Pechino d’altra parte – ha rilevato – non ha condannato l’invasione illegale della Russia».
21 marzo 2023

