Iran: «Altri Paesi non possono imporci la loro cultura»

A parlare ai giornalisti italiani è il nuovo ambasciatore Reza Sabouri, dopo la presentazione delle credenziali. Mattarella: «Ferma condanna per la brutale repressione»

Il rispetto dell’Italia per ogni Paese estero e per le sue istituzioni trova “un limite invalicabile” quando vengono calpestati i diritti dell’uomo, per cui è giunta l’ora di porre “immediatamente fine alle violenze rivolte contro la popolazione”. Questo è il messaggio all’Iran che Sergio Mattarella trasmette a Teheran recapitandolo personalmente al nuovo ambasciatore iraniano in Italia Mohammad Reza Sabour. L’occasione per questa dura “reprimenda” del presidente della Repubblica è stata la salita al Quirinale del diplomatico per presentare le Lettere credenziali.

«La repubblica dell’Iran rispetta i valori umani ma non accettiamo che altri paesi vogliano imporre la loro cultura.  La libertà è uno dei valori dell’Islam». Il nuovo ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran Mohammad Reza Sabouri lo ha affermato con forza questa mattina, 11 gennaio, nel suo primo incontro con la stampa italiana dopo avere presentato ieri le sue credenziali al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In base alla legge iraniana – ha spiegato – la pena capitale è prevista per i reati più gravi. In relazione alle persone che sono state giustiziate, hanno avuto un processo equo e con tutte le garanzie. In Iran – ha aggiunto – sono ammesse le manifestazioni pacifiche ma non disordini violenti, che sono inaccettabili».

Nel breve colloquio di ieri, rendono noto dal Quirinale, «il presidente Mattarella ha espresso la ferma condanna della Repubblica italiana e la sua personale indignazione per la brutale repressione delle manifestazioni e per le condanne a morte e l’esecuzione di molti dimostranti». Al contempo, il capo dello Stato «ha sollecitato l’ambasciatore a rappresentare presso le autorità della Repubblica islamica dell’Iran l’urgenza di porre immediatamente fine alle violenze rivolte contro la popolazione». Nelle parole di Mattarella, «il rispetto con cui l’Italia guarda ai partner internazionali e ai loro ordinamenti trova un limite invalicabile nei principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo».

12 gennaio 2023