Ius soli, «il Senato approvi legge sulla cittadinanza entro fine luglio»
A esprimere la richiesta, la campagna “L’Italia sono anch’io”: «Forte preoccupazione» per il rischio ritardo, che porterebbe in archivio il provvedimento
A esprimere la richiesta, la campagna “L’Italia sono anch’io”, che manifesta «forte preoccupazione» per il rischio ritardo, che porterebbe in archivio il provvedimento
Dopo il rinvio della discussione del disegno di legge sullo Ius soli, la campagna “L’Italia sono anch’io” rivolge al Senato l’invito a discutere e approvare entro fine luglio la legge sulla cittadinanza. Ieri, martedì 11 luglio, si legge in una nota, «il Senato avrebbe dovuto avviare la discussione in aula del disegno di legge di riforma sulla cittadinanza. Così non è stato. La discussione del decreto legge sui vaccini ha impegnato la gran parte della seduta». Secondo le associazioni aderenti alla campagna, «la recente scelta del governo di porre la questione di fiducia su altri due decreti-legge – per il salvataggio delle Banche Venete e sul Mezzogiorno, ma non sul disegno di legge sulla cittadinanza – rende sempre più probabile un ulteriore slittamento della discussione della riforma a settembre».
La campagna esprime la sua «più forte preoccupazione» perché questo slittamento «potrebbe comportare la definitiva archiviazione di una legge che più di un milione di bambini e ragazzi nati e/o cresciuti in Italia aspettano da lunghissimo tempo». La campagna elettorale alle porte e l’apertura della sessione di bilancio infatti, rilevano le associazioni aderenti, «renderebbero sempre più difficile una definitiva approvazione della legge in autunno». Di qui la richiesta a parlamento e governo «di mettere in agenda prima della pausa estiva la discussione e la definitiva approvazione della riforma. Gli annunci e le dichiarazioni hanno fatto il loro tempo», concludono, evidenziando che «è giunto il momento di scegliere: tra le presunte convenienze elettorali e la garanzia dei diritti di migliaia di bambini e giovani che sono cittadini di fatto, ma sono trattati ancora come ospiti dalla legge».
12 luglio 2017

