La chiusura dell’Anno Santo della Redenzione

 Aprile 1984, su Roma Sette l’annuncio dei riti di conclusione del Giubileo straordinario indetto da Giovanni Paolo II

Oggi il Papa pone il sigillo ad un Anno Santo della Redenzione, che per la Chiesa romana e universale ha rappresentato un immenso “bagno” di spiritualità e di rigenerazione. In un susseguirsi di momenti di intensa commozione e in pagine di esaltante vitalità, la vita ordinaria della Chiesa nella durata di appena un anno, o poco più, ha sottolineato ogni suo Sacramento e ogni ricorrenza liturgica con il suggello di una “straordinarietà” che non ha dimenticato nessuno dei suoi figli, nessun uomo, e in particolare neppure uno dei più sofferenti, emarginati, diseredati, dei più lontani.

Tutti noi sappiamo che il domani non sarà più come prima: il domani si apre in una dimensione nuova a Cristo Risorto. Stamani il Papa chiuderà la Porta Santa: porrà il sigillo al Giubileo della Redenzione, un anno di esaltazione del Mistero che è fondamento della Chiesa di Gesù Cristo, che con la sua Passione e Morte e con la Risurrezione ha redento tutti gli uomini di buona volontà.

Il Papa celebrerà la Santa Messa della Pasqua di Resurrezione alle ore 10,30 sul sagrato della basilica di San Pietro e al termine impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”, cioè alla città di Roma ed al mondo, che raggiungerà anche attraverso la trasmissione televisiva in mondovisione. Seguirà quindi il rito della chiusura della Porta Santa. Nelle Basiliche Maggiori, la stessa cerimonia sarà ripetuta dai Cardinali Legati del Papa. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Cardinale Vicario, che è Arciprete della Basilica, chiuderà la Porta Santa alle ore 17,30. Alla stessa ora la medesima cerimonia è tenuta nella Basilica di Santa Maria Maggiore dal Cardinale Arciprete Carlo Confalonieri, Decano del Sacro Collegio e nella Basilica di San Paolo il Cardinale Arciprete Paolo Bertoli, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. (di Luciano Montemauri)

22 aprile 1984