La famiglia formata da uomo e donna vera risorsa del Paese

Sul registro delle unioni civili il cardinale Vallini:« Atto nato da pressione politica». Per don Paolo Gentili «il parlamento legiferi in favore della famiglia»

Sul registro delle unioni civili il cardinale Vallini:« Atto nato da pressione politica». Per don Paolo Gentili «il parlamento legiferi in favore della famiglia»

«Non si tratta di un atto di valenza giuridica, ma soltanto di un gesto che ha tutto il sapore di essere una pressione politica, cioè di creare una cultura che è una realtà diversa dalla esperienza umana, dalle relazioni umane, particolarmente del matrimonio» Così interviene il cardinale vicario Agostino Vallini a Radio Vaticana sul registro delle unioni civili, ultimo atto deliberato dalla giunta capitolina. «Il matrimonio è un fatto di natura, è un fatto sancito dalla Costituzione – dice – e, dunque, qui si vorrebbe stravolgere anche il dettato costituzionale, sapendo che non lo si può fare, perché non ha valore».

Il porporato chiarisce: «Il matrimonio, cioè l’incontro dell’affetto e dell’amore tra uomo e donna, regolato dal diritto societario, è un fatto e i sentimenti, i modi di esprimere le relazioni, anche tra persone dello stesso sesso, sono un’altra cosa. Nessuno le impedisce, ognuno poi se la vede con la propria coscienza, ma chiamare matrimonio ciò che matrimonio per natura non è, è un’altra cosa». Quindi in questo senso, ha chiarito il cardinale Vallini, «non possiamo essere d’accordo. È una pressione di tipo politico, per indurre una diversa concezione della vita matrimoniale, sulla quale non siamo d’accordo».

Sullo stesso argomento è intervenuto anche don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio Cei per la pastorale della famiglia, incentivando un interesse del Parlamento. «Certi atti sono vuoti se non corredati da una riflessione che va condotta nei luoghi legittimati a ciò. Siamo in un momento in cui la famiglia composta da un uomo e una donna sembra essere minoritaria, mentre è la realtà che porta avanti questo Paese, che va custodita e sostenuta. Tutte le persone di buona volontà – prosegue – possono riconoscere la bellezza della differenza, il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma».

«Un omosessuale che viva in modo limpido la sua relazione – osserva – sa bene che, con il suo compagno, non potranno essere genitori, a meno di ricorrere a strade tortuose e poco chiare. Questo non cancella l’amore tra le due persone, ma è un dato di realtà. Perciò si trovino pure nuove vie per accompagnare le diverse forme di unione, ma senza equipararle al matrimonio». E, a proposito dell’impegno del Parlamento, «l’auspicio è che legiferi a favore della famiglia vera, aperta alla vita. Un uomo e una donna legati tra loro in modo stabile sono una risorsa per la società, oggi misconosciuta soprattutto a livello fiscale. Ci vuole un grande impegno a favore di chi realmente porta avanti questo Paese».

30 gennaio 2015