La «gratitudine senza confine» di Cl a don Carrón
La lettera della Diaconia centrale a tutti i membri, dopo le dimissioni del presidente, in ottemperanza alle direttive del decreto vaticano “Le associazioni di fedeli”
La Diaconia centrale della fraternità di Comunione e Liberazione affida a una lettera, inviata a tutti i membri, la «gratitudine senza confine» al presidente dimissionario don Julián Carrón , «per quello che ha rappresentato in questi anni». Carrón ha lasciato la guida del movimento in ottemperanza alle direttive del decreto vaticano “Le associazioni di fedeli”, che disciplina l’esercizio del governo nelle associazioni internazionali di fedeli, promulgato dal dicastero Laici, famiglia e vita ed entrato in vigore l’11 settembre 2021, secondo cui «i mandati nell’organo centrale di governo a livello internazionale possono avere la durata massima di cinque anni ciascuno» (art. 1) e «la stessa persona può ricoprire un incarico nell’organo centrale di governo a livello internazionale per un periodo massimo di dieci anni» (art. 2).
Essendo presidente della fraternità di Cl da oltre dieci anni, don Julián Carrón ha deciso di dimettersi da tale carica, per «favorire da subito il processo di cambiamento richiesto alle associazioni internazionali di fedeli riconosciute dalla Santa Sede», si legge nella lettera con cui, il 15 novembre, ha comunicato la sua decisione a tutti i membri della fraternità. «Questo porterà ciascuno ad assumersi in prima persona la responsabilità del carisma», le parole del sacerdote. La Diaconia si è riunita sabato scorso, 20 novembre, per prendere atto delle dimissioni e per affrontare alcune tematiche relative alla vita della fraternità, fra cui una prima condivisione della bozza di revisione dello Statuto. «Da presidente della fraternità – si legge nel testo inviato ai membri – ci ha accompagnato a immedesimarci con l’esperienza viva di don Giussani e con il suo metodo di educazione alla fede, che la Chiesa ha riconosciuto come strada alla santità, vivendo “‘un’obbedienza di cuore a quella forma di insegnamento alla quale siamo stati consegnati” (J. Ratzinger)».
Ricordando l’insegnamento di don Giussani, la Diaconia ribadisce di voler “accogliere fino in fondo l’invito contenuto nella lettera di don Carrón: «Vivere questa circostanza come occasione di crescita della nostra autocoscienza ecclesiale». Quindi la conclusione: «Domandiamo allo Spirito Santo di rinnovare in noi l’esperienza della grazia del carisma che ci ha investito attirandoci a Cristo, dentro la vita della Chiesa nostra madre e seguendo Pietro, per essere collaboratori attivi della volontà del Padre all’opera nell’oggi della storia».
23 novembre 2021

