La lampada della pace a Mattarella, «testimone credibile della politica»

La cerimonia di consegna ad Assisi. Padre Gambetti (Sacro Convento): «In lei riconosciamo un presidio dei principi costituzionali e democratici dell’Italia»

«Con questo gesto simbolico, vogliamo additare soprattutto ai giovani, per suo tramite, un testimone credibile della politica e delle istituzioni chiamate a promuoverla». Sabato 14 dicembre il Custode del Sacro Convento di Assisi padre Mauro Gambetti ha consegnato la Lampada della pace al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «La sua guida luminosa e umile ci consente di alimentare la fiducia e la speranza di vedere ancora un’Italia umana, di poterla costruire insieme – ha aggiunto -. In lei riconosciamo un presidio dei principi costituzionali e democratici dell’Italia, improntati al confronto e al dialogo con tutti».

Parlando a nome della comunità francescana, il Custode ha espresso parole di apprezzamento per il «vigile impegno» del capo dello Stato, «indirizzato a prevenire tutte le forme di odio, di sopruso e di egoismo che minacciano la sicurezza e la pacifica convivenza nel nostro Paese. E condividiamo il suo continuo richiamo al senso di appartenenza, a sentirsi comunità di uomini e donne che aderiscono a valori, prospettive, diritti e doveri volti a promuovere una società più libera, giusta e fraterna, che consenta l’integrale sviluppo umano di ogni persona». Guardando alla situazione del Paese, padre Gambetti ha evidenziato come «le mancanze di rispetto nei confronti della Costituzione, delle autorità elette e dei più anziani affievoliscono la grammatica dell’identità nazionale. Siamo profondamente feriti nella coscienza civica dalla barbarie culturale che sta debordando, anche ai livelli che ancora vorremmo considerare più alti – ha aggiunto -. Per asserire la propria identità di italiani non c’è bisogno di urlarla, di sventolarla o di chiudersi».

L’auspicio espresso dal Custode è che il Parlamento torni a essere «nuovamente esempio di dialogo, in particolare per i più giovani. Solo così il nostro popolo potrà ancora ancora esercitare il proprio diritto di sovranità, senza svenderlo all’uomo forte di turno». Tracciando quindi il profilo del leader, il francescano ha indicato la necessità di «uomini umili e saggi per governare, che non amino il protagonismo dei narcisisti, non facciano continuamente propaganda e si pongano in modo garbato. Cerchiamo persone salde in se stesse – ha detto – e non in virtù dei consensi, capaci di dialogo, di ponderazione e di creatività. Come Liliana Segre che, nonostante gli atti di sgarbatezza e di odio di cui ancor oggi è vittima, continua ad illustrare “la Patria con altissimi meriti in campo sociale”».

Ricevendo la Lampada, il capo dello Stato è tornato a porre l’accento sulla «scelta storica» dell’integrazione europea: «Questo porre in comune il futuro dei popoli europei è stata ed è una grande costruzione di pace», le parole di Mattarella, che, a proposito del riconoscimento, ha chiarito: «Ne interpreto la consegna e il significato come un riconoscimento all’Italia. La Repubblica nel rispetto e in coerenza con la sua costituzione ha sempre costantemente e attivamente ricercato la pace. L’ha fatto e lo fa con i Paesi vicini. I confini territoriali del nostro Paese, anche dove decenni e decenni addietro si vedevano scontri ed episodi di crudeltà, sono oggi luoghi di incontro, punti di pace di amicizia, di collaborazione attiva per il comune futuro».

Ancora, il capo dello Stato ha ricordato che «l’Italia sviluppa la pace e la persegue non soltanto nei rapporti con gli altri Paesi, vicini e lontani, ma collabora attivamente per promuovere la pace dove non c’è in ogni parte del mondo, anche in Paesi lontani, per promuovere la pace dove non c’è e consolidarla dove esiste». Un impegno condotto «con la sua azione politica, con la sua attività diplomatica, con le missioni dei suoi militari. In luoghi molto lontani come Timor est, in luoghi meno distanti come il Libano, da anni l’Italia svolge una attiva e impegnata politica per la pace nel mondo. E ve ne è grande bisogno, in una stagione, in un periodo in cui si assiste a numerosi e gravi conflitti e focolai di guerra regionali, a contrasti crudeli e scontri crudeli a carattere etnico o per motivi pseudo-religiosi. In un periodo – ha aggiunto ancora – in cui rischiano di venir meno i limiti agli armamenti nucleari e in cui si vedono sviluppare armamenti in tante parti del mondo, vi è bisogno di un grande impegno per la pace, di una grande educazione alla pace».

16 dicembre 2019