La musica del Natale, «messaggio di allegria»

Il 12 dicembre a San Giovanni in Laterano il concerto del Coro della diocesi e dell’orchestra Fideles et amati, diretti da Marco Frisina. Accesso a inviti a causa della pandemia. Il compositore e direttore: «Una risposta alla fame di speranza e di gioia in una fase difficile come l’attuale»

Torneranno a risuonare davanti al pubblico, sebbene ristretto, le note del tradizionale Concerto di Natale del Coro della Diocesi di Roma e dell’orchestra “Fideles et Amati”. Giunto alla trentasettesima edizione, si terrà domenica 12 dicembre alle 20.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. L’iniziativa è organizzata da monsignor Marco Frisina, direttore e fondatore del Coro nonché rettore di Santa Cecilia in Trastevere, e da Nova Opera, con il patrocinio della diocesi di Roma. «La nostra è una risposta alla fame di speranza e di gioia che tutti esprimono soprattutto in una difficile fase come quella attuale, in cui da una parte si intravede una risoluzione della grande crisi pandemica, ma dall’altra occorre essere ancora molto attenti – rilevato Frisina -. Per questo stiamo provando a mandare un messaggio di allegria eseguendo anche canzoni come “We wish you a merry Christmas”, che si aggiungono al repertorio internazionale di canzoni in italiano, inglese e altre lingue del mondo eseguite storicamente nel concerto di Natale».

La scaletta in via di definizione dovrebbe prevedere i brani più celebri della tradizione natalizia: “Puer natus est nobis”, “Tante schiere d’angeli”, “Adeste fideles”, “Tu scendi dalle stelle”,
“In notte placida”, “O magnum mysterium”, “Joy to the world”, “Stille Nacht”, “Deck the halls”, “Mele kalikimaka”, “Jingle bells”, “Feliz Navidad”. Come bis verrà eseguito “We believe in love”, composto da Frisina e scelto come inno per l’Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Roma nel giugno dell’anno prossimo. Un’invocazione alla gioia e all’unione contraddistingue le strofe del canto, già tradotto in 9 lingue: «Famiglia via di santità, sei segno dell’amore, tu doni la speranza, la gioia, alleluia». Anche la scelta di tenere tradizionalmente il concerto nel giorno della Domenica Gaudete «è segno del messaggio di gioia che intendiamo veicolare – spiega ancora Frisina -. Il giorno 12 è la terza domenica dell’Avvento, che anticipa la gioia del Natale che si avvicina. A questo si aggiunge l’inizio del Sinodo, che esprime questa necessità comune della Chiesa di ricostruirsi nel nome dell’unione come una grande famiglia».

Il Coro è costituito da 60 voci e 34 orchestrali, quindi circa cento componenti, mentre il pubblico sarà limitato a 500 persone per garantire il distanziamento, tutti dotati di Green pass. Lo scorso anno il concerto fu eseguito in totale assenza di pubblico e trasmesso via streaming, seguito in diretta da migliaia di persone. Anche quest’anno, per il perdurare dell’emergenza pandemica, l’ingresso sarà consentito soltanto a un ristretto numero di invitati e non potrà essere ad accesso libero. «Ho fondato il coro 37 anni fa da giovane prete – racconta ancora il compositore e sacerdote – con l’obiettivo di offrire la gioia dell’attesa natalizia di Gesù Cristo. L’idea del concerto è accogliere fraternamente le persone a San Giovanni in Laterano, con un coro in cui spiccano alcuni solisti ma che fondamentalmente origina la sua forza dai suoi singoli componenti e dalla loro voce vibrante di emozione». Nel raccontare la sua esperienza, conclude: «Dopo una prova vocale per selezionare e indirizzare le voci a seconda della loro natura, a settembre e ottobre di ogni anno si costituisce il coro, raccogliendo persone dai 18 ai 45 anni, da tutte le parrocchie». Le prove si svolgono ogni martedì sera all’auditorium del Seminario Romano Maggiore. Fin dall’inizio il coro ha garantito l’animazione delle maggiori liturgie diocesane facendo del linguaggio universale della musica un efficace strumento di evangelizzazione.

9 dicembre 2021