La pastorale giovanile riparte con le videoconferenze

“Pit stop” è il nome dell’iniziativa. Gli appuntamenti suddivisi per settori, dal 4 al 7 maggio. In ogni incontro virtuale, presente uno dei vescovi ausiliari

Il cammino della pastorale giovanile della diocesi di Roma riprende on line, tramite videoconferenze suddivise per settori. Si comincia oggi, 4 maggio, con il settore Nord e si prosegue fino a giovedì 7 con gli altri settori in cui è articolato il territorio della Chiesa di Roma. «Nella riunione “virtuale” – anticipa il direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile don Antonio Magnotta – proveremo a raccontarci, con la possibilità che abbiamo, come stiamo vivendo la relazione con i ragazzi, quali passi fatti, quali attese, quali bisogni e quali domande e proveremo a condividere qualche proposta anche estiva maturata in équipe diocesana, che vorremmo valutare e costruire insieme ».

don antonio magnotta
Don Antonio Magnotta, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile

A ogni appuntamento sarà presente uno dei vescovi ausiliari: «Hanno sempre sostenuto il lavoro formativo nelle prefetture e la loro presenza è sicuramente segno di incoraggiamento e fiducia verso il vostro servizio». “Pit stop” è il nome dell’iniziativa, a cui don Magnotta ha invitato tutti gli educatori a partecipare, con una lettera inviata nei giorni scorsi. «Nessuno di noi è leader solitario – scrive tra l’altro il sacerdote – ma è dentro il grembo materno della Chiesa che diamo futuro al nostro stare con gli adolescenti. La situazione difficile e delicata che stiamo vivendo ha fatto emergere questa verità con chiara evidenza, pur nella distanza e nell’assenza del nostro incontrarci. La comunità rimane sempre il soggetto della pastorale giovanile e su questo non ci stancheremo mai di insistere».

Le videoconferenze proseguono idealmente il percorso iniziato a febbraio nelle diverse prefetture; una settantina gli incontri che si sono già svolti e che hanno toccato temi come formazione, relazione, condivisione, ma anche i linguaggi dell’annuncio, l’animazione di un gruppo, il profilo dell’educatore, la programmazione di un itinerario. Adesso, riflette il direttore della pastorale giovanile, è il «momento di ascoltare ciò che stiamo vivendo. Non è, almeno a me pare, il tempo di interpretare, insegnare come vivere, quali risposte dare… ma metterci insieme con umiltà dietro al Signore e ascoltare lo Spirito Santo che ci suggerisce i passi da compiere. Siamo certi della tenerezza forte con cui il Signore Risorto attraversa con noi lo smarrimento, davanti a tanti fratelli che hanno sperimentato, nella solitudine, la sofferenza e la morte».

4 maggio 2020