La Spagna approva la legge sull’eutanasia. I vescovi: «Una brutta notizia»

Il segretario generale della Conferenza episcopale: «È il momento favorevole per favorire una cultura della vita e per promuovere l’obiezione di coscienza»

Il Congresso di Madrid ha approvato la legge che regolamenta l’eutanasia, redendola possibile e gratuita all’interno del sistema sanitario pubblico. «Una brutta notizia», la definisce il segretario generale della Conferenza episcopale spagnola (Cee) Luis Argüello. «Disgraziatamente – afferma – si è trovata la soluzione di evitare la sofferenza, provocando la morte di chi soffre. È drammatico che in Spagna ogni anno ci siano 60mila persone ogni anno che muoiono tra le sofferenze – ricorda -, potendo rimediare a questo con una politica adeguata di cure palliative. Però, per questo, pensiamo è il momento favorevole per favorire una cultura della vita e per fare passi concreti per promuovere un testamento biologico o dichiarazioni anticipate che consentano ai cittadini spagnoli di esprimere in modo chiaro e determinato il loro desiderio di ricevere cure palliative».

Nelle parole del segretario Cee, «il desiderio di non essere oggetto dell’applicazione di questa legge sull’eutanasia è anche un momento per promuovere l’obiezione di coscienza e tutto ciò che ha a che vedere con questa cultura della vita, che vuole rimarcare con forza: non lo farai uccidere, non causerai in modo decisivo la morte per alleviare la sofferenza, ma al contrario, ti prenderai cura, praticherai la tenerezza, la vicinanza, la misericordia, l’incoraggiamento, la speranza per quelle persone che s’incontrano alla fine della loro vita e che probabilmente nei momenti di sofferenza hanno bisogno di conforto, cura e speranza».

Secondo la nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore a metà giugno, potrà richiedere l’eutanasia chi «soffra di una malattia grave e incurabile o di una condizione» nella quale dolori «cronici provochino una situazione di incapacità». Lo scopo, si legge nel testo, è di stabilire il diritto dei cittadini spagnoli e dei residenti nel regno a chiedere l’aiuto dei medici per evitare «sofferenze intollerabili». Previste tre fasi di valutazione da parte di medici estranei al caso e di una Commissione. Il paziente – che dovrà essere «capace di intendere e volere» – dovrà anche confermare quattro volte la propria intenzione nel corso di cinque settimane. La norma salvaguarda, naturalmente, l’obiezione di coscienza da parte dei sanitari.

19 marzo 2021