La Via Crucis dei martiri del nostro tempo

A San Felice da Cantalice la celebrazione con Lamba, alla luce del sacrificio di alcuni dei cristiani che negli ultimi anni hanno dato la vita. Come don Santoro e Annalena Tonelli

La Passione di Cristo meditata alla luce del sacrificio di alcuni dei tanti cristiani che, negli ultimi anni, hanno dato la loro vita, morendo da martiri. La comunità parrocchiale di San Felice da Cantalice si è ritrovata venerdì scorso, 15 marzo, attorno al vescovo Riccardo Lamba, per una Via Crucis dedicata alla loro memoria, nel quinto anniversario dell’attentato nell’isola di Jolo (Filippine), in cui morirono decine di persone.

A loro era dedicata la prima stazione di questa Via Dolorosa del nostro tempo. Le altre hanno fatto memoria delle vittime di un altro attentato, a Mindanao, nella stessa terra, l’anno scorso, ma anche di testimoni della fede come padre Ragheed Ganni (Iraq), Shahbaz Batti e Sharoun Masih (Pakistan), don Andrea Santoro (Turchia), Annalena Tonelli (Somalia), i Martiri di Algeria, Livatino (Italia), alcuni religiosi uccisi in Messico negli ultimi anni e le Missionarie della Carità uccise ad Aden (Yemen).

Accanto al vescovo Lamba, delegato per l’ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”, e al parroco padre Mario Fucà, ha partecipato alla Via Crucis una significativa rappresentanza della comunità filippina di Roma, oltre naturalmente ai rappresentanti delle parrocchie della XVI prefettura, con il parroco prefetto.

Il momento di preghiera è stato promosso e organizzato dall’associazione Nuovi Martiri, che da oltre sette anni riunisce persone provenienti da varie parrocchie e associazioni, con lo scopo di fare memoria del sacrificio di tanti cristiani  martiri negli ultimi decenni.

19 marzo 2024