L’accordo Israele – Hamas, «appuntamento storico verso una vera Pace»
Rete italiana Pace Disarmo: la tregua regga e diventi «permanente», facendosi carico dei bisogni della popolazione. «Chiediamo che le nostre istituzioni intraprendano questa strada»
«Finalmente le armi tacciono nella Striscia di Gaza». In una nota diffusa oggi, 21 gennaio, la Rete italiana Pace Disarmo interviene sulla tregua tra Israele e Hamas, in vigore da domenica 19 gennaio. «Un accordo che doveva e poteva essere raggiunto molti mesi fa – si legge nel testo -, evitando la distruzione di Gaza, oltre 47mila morti e 110mila feriti senza contare i dispersi, in totale violazione del diritto internazionale».
La richiesta dei movimenti pacifisti che confluiscono nella Rete è che «le nostre istituzioni intraprendano senza esitazione questa strada, mettendo a disposizione del sistema Onu la nostra diplomazia e tutte le nostre risorse negoziali, assumendo con responsabilità le risoluzioni Onu e le sentenze dei suoi organismi di giustizia. L’appuntamento con la Pace non è un favore ad alleati e ad amici – rimarcano -, ma è l’appuntamento con la storia».
Per il momento, la preoccupazione è che la tregua regga e diventi «permanente», facendosi carico dei bisogni della popolazione. «La ricostruzione della Striscia di Gaza deve avvenire con un impegno autorevole ed efficace di fondi da tutta la comunità internazionale», si legge nella nota, nella quale si invoca anche «l’apertura immediata di tutti i valichi per far entrare gli aiuti umanitari, non solo quello di Rafah».
L’esigenza prioritaria, insomma, è che ong e agenzie Onu possano «rientrare nella Striscia ed essere poste in grado di operare. Lo hanno fatto a distanza e con il personale locale sopravvissuto in questi lunghi mesi, non hanno mai abbandonato la popolazione. Gaza non può rimanere chiusa in un assedio, e bisogna mettere fine all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania – scrivono i movimenti pacifisti italiani -. Deve partire un vero negoziato per una pace giusta e per la fine dell’occupazione, c’è da ricostruire Gaza, e assicurare giustizia e riparazione per le vittime».
21 gennaio 2025

