L’affettività da anziani, quando il tema non è più un tabù

Il fenomeno, approdato sul web e in tv, è sempre più realtà consolidata. Nascono storie perché si ha voglia di fare qualcosa insieme o perché si ha finalmente il tempo di guardarsi intorno. L’argomento della sessualità

Scorrendo “la posta del cuore” o i siti internet di incontri, è sempre più comune trovare annunci postati da “over 60” in cerca di compagnia, ora sbarcati anche in televisione con la trasmissione “Uomini e Donne Senior” di Maria De Filippi. Passioni e gelosie fioriscono fino ad età avanzate e nelle residenze per anziani nascono storie d’amore complicate dall’atmosfera da collegio, ma che hanno comunque un valore terapeutico.

Fino a pochi anni fa ad occuparsi degli anziani era il medico di famiglia e le domande sulla salute riguardavano memoria, dolori articolari e funzionamento intestinale. A nessuno veniva in mente di parlare di sessualità, tanto meno di affettività. Viviamo in una cultura che ha smesso da poco di colpevolizzare il sesso. Quanti anni sono passati da quando era normale che le vedove portassero il lutto a vita?

Tuttavia, in una società che ha sdoganato quasi tutto, l’amore tra nonni suscita ancora imbarazzo o ilarità, quando non disgusto! Ad eccezione di rari casi di personaggi belli e famosi (ad esempio Jane Fonda, Clint Eastwood) che possono proporsi come oggetti di desiderio anche a settant’anni, sembra che nel nostro immaginario amore e giovinezza sia il binomio più accettato. Qualcosa però sta cambiando e non solo nella letteratura e nel cinema che sempre più spesso raccontano storie d’amore tra senior.

Per i maschi ha contato molto la ormai famosa “pilloletta blu”, che in qualche modo ha aperto il tema della sessualità matura. Sono in molti a pensare che, in assenza di patologie incompatibili, questi farmaci rendano più sereno l’invecchiamento ed aiutino a mantenere la fiducia in se stessi.

Non è solo il sesso a farci paura, ma più in generale la volontà degli anziani di presentarsi ancora come individui sessuati, uscendo dalla condizione di “vecchio” che è sessualmente neutra. Così, anche se aumentano le iniziative che favoriscono la socialità tra gli anziani, due vecchietti che si tengono per mano o si baciano ci fanno sentire quel guizzo di imbarazzo.

Stentiamo a liberarci degli stereotipi che per i maschi sono il nonno ringalluzzito che corre dietro le ragazzine, il lupo che perde il pelo ma non il vizio, mentre per le donne la nostra cultura sembra rifiutare l’idea che il sesso possa continuare ad interessare anche dopo una “certa età”. Non è così strano se pensiamo che per secoli l’espressione del desiderio sessuale da parte della donna non è stata vista come normale fenomeno fisiologico, ma come un sintomo patologico.

Molti anziani, anziché esprimere i loro reali desideri o aspettative, dicono quello che ci si aspetta da loro, quello che pensano di dover dire. Forse è per questo che i più giovani sono portati a pensare che con il passar degli anni “certe cose” cambino. Invece non è così…i sentimenti rimangono uguali, la felicità che una emozione d’amore può dare, in termini sia cognitivi che fisiologici è la stessa a qualunque età. A modificarsi semmai è il modo di esprimerla.

Una delle differenze è la consapevolezza: un anziano che ha dietro di sé un vissuto importante, spesso ha maggiore coscienza del valore della storia che sta vivendo e della opportunità che questa rappresenta. È una consapevolezza che si acquisisce con il passare degli anni. I giovani hanno spesso un atteggiamento consumista nel vivere le relazioni puntando sulla quantità piuttosto che sulla capacità di valorizzare ogni esperienza.

Se la senescenza è l’opposto dell’adolescenza, in qualche caso i modelli di comportamento possono essere analoghi nel senso che entrambi sono liberi da scadenze obbligate, figli, carriera, ecc. Le coppie che durano nel tempo sono quelle capaci di basarsi su interessi comuni: i viaggi, la musica, un hobby. Proprio come avviene per gli adolescenti, in cui sono le cose fatte insieme a cementare il rapporto.

Può succedere che con i figli fuori casa la coppia diventi più coppia. A resistere sono i più fantasiosi, quelli che hanno la capacità di inventarsi la vita, di investire molto nella relazione ma senza chiudersi in essa; si deve dare spazio al piacere di stare insieme, ma anche di guardare insieme il mondo circostante ed essere capaci di accettare i momenti di crisi e di parlarne. La coppia che non è in grado di mettersi in crisi va in crisi comunque, con il rischio di trovarsi “separati emozionali” in casa o di andare ad ingrossare le fila di quanti cercano un nuovo amore.

Poi ci sono i separati, i vedovi e persone che scoprono di non saper accettare la solitudine. Nelle seconde nozze ci sono a volte anche considerazioni pratiche, come la necessità di essere accuditi o semplicemente la paura della solitudine. Per questo, sembra che siano più spesso gli uomini a risposarsi, mentre le donne a volte trovano altri interessi e si adattano meglio alla nuova condizione.

Ma sono sempre di più le storie che nascono perché si ha voglia di fare qualcosa insieme o perché si ha finalmente il tempo di guardarsi intorno, a dispetto di figli e familiari che spesso non capiscono ed ostacolano.   Ed il sesso? La fisicità ha ancora un suo ruolo importante, pur con le inevitabili modificazioni fisiologiche. Sta ad ogni coppia decidere come esprimere la propria affettività; basta un abbraccio o una carezza per far capire all’altro la propria presenza affettiva. La sessualità andrebbe considerata una risorsa individuale, non vincolata da parametri prestabiliti. Il corpo ha una sua saggezza, una sua ragione che dobbiamo ascoltare. Come osserva Baldaro Verde, «l’amore è un motore energetico che rende la vita più bella» e che aiuta a sentirsi vivi e quindi, non è meglio di una pace dei sensi che rischia di diventare un deserto? (a cura di Lucia Calabrese)

 

1 febbraio 2019