Coppie verso il parto e paternità fragili, l’importanza di un supporto

L’impegno del consultorio diocesano “Al Quadraro” accanto alle famiglie. Dieci anni di terapia familiare. Tra le iniziative in cantiere, un osservatorio permanente sugli adolescenti

Negli ultimi decenni la famiglia ha subito diverse pressioni a livello sociale e culturale ed è stata portatrice di vari cambiamenti sia nella sua costituzione formale, sono sempre più frequenti le famiglie ricostituite da nuclei familiari precedenti, sia nell’accogliere le novità, a volte anche le forzature, da parte di correnti sociali o “associazioni colorate” nel vedere riconosciuto “l’assetto familiare” a varie forme di relazione. Quanto osservato favorisce la riflessione che nonostante tutte le crisi, sociali, storiche, economiche, “essere famiglia” è un valore e indipendentemente dalle difficoltà e dalle mutazioni generazionali la famiglia è un sistema a cui si vuole appartenere e in cui si desidera crescere.

Nei prossimi giorni, dal 22 al 26 giugno, si celebrerà il 10° Incontro mondiale delle famiglie organizzato dalla diocesi di Roma e dal dicastero vaticano per Laici, famiglia e vita dal titolo “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. L’obiettivo che si pone l’incontro, come è stato sottolineato, è di «far risaltare l’amore familiare come vocazione e via di santità, per comprendere e condividere il senso profondo e salvifico delle relazioni familiari nella vita quotidiana». L’incontro è stato pensato per favorire il coinvolgimento delle comunità diocesane di tutto il mondo e darà voce a testimonianze di famiglie sottolineando l’aspetto di missione e di vocazione cristiana nella famiglia.

La centralità della famiglia e l’ascolto di storie di vita quotidiana, con le difficoltà e le risorse a disposizione di ogni sistema familiare, è in sintonia con l’attività svolta del consultorio familiare diocesano “Al Quadraro”. Il consultorio è presente sul territorio romano dal 1993 e proprio in questo anno celebra il 10° anniversario del servizio di terapia familiare rivolto alle coppie e alle famiglie a sostegno del loro ciclo vitale. Tante e molteplici possono essere le difficoltà con cui una coppia e una famiglia si misura e  richiede aiuto psicologico, per citarne alcune: la difficoltà di comunicazione; la nascita del primo figlio; la nascita di altri figli; la perdita di intimità e complicità che spesso viene assorbita dalla funzione genitoriale; le relazioni trigenerazionali ed in particolare la presenza di anziani ammalati a cui si presta assistenza; il verificarsi di eventi straordinari che incidono sugli equilibri come una malattia, la perdita del lavoro, una relazione extra-coniugale, etc. Gli ultimi due anni, caratterizzati dalla pandemia ed ora anche da venti di guerra, hanno visto l’acuirsi delle difficolta coniugali e familiari per diversi motivi: da quelli di salute, a quelli economici, alle difficoltà dei figli non solo scolastiche ma anche emotive con la presenza di psicopatologia in alcuni casi caratterizzati da ritiro sociale, da abbandono scolastico fino a casi più gravi con la presenza di tentativi di suicidio.

Essere al fianco delle coppie e delle famiglie, considerando la realtà storica e culturale che viviamo, è per il consultorio una realtà quotidiana oltre che una mission sempre più urgente che ha sollecitato la riflessione e a seguire la progettazione di servizi specifici e multidisciplinari a disposizione di chi si rivolge per un aiuto. Durante quest’anno sono ripartiti i corsi in preparazione alla nascita, in presenza, reintroducendo l’incontro con il terapeuta familiare puntando il focus sulla formazione della famiglia, nel passaggio “da due a tre”. La coppia viene sollecitata a riflettere su varie tematiche: la prima riflessione verte su cosa vorrebbero o non vorrebbero trasmettere ai propri figli della propria famiglia d’origine non solo in termini fenotipici, caratteri genetici, ma anche rispetto al sistema di valori e le caratteristiche di personalità dei propri genitori e parenti; la seconda riflessione è sulla coppia nella propria funzione genitoriale e su ciò che vorrebbero riproporre come modalità dei propri genitori e ciò di cui avrebbero paura o timore; la terza è sulla realizzazione grafica del proprio genogramma (strumento utilizzato in terapia familiare) che permette di vedere le dinamiche relazionali e le caratteristiche dei diversi componenti della propria famiglia considerando tre generazioni. La ricchezza del genogramma permette di vedere ad esempio come un sistema si organizza, se ci sono degli eventi concomitanti ad esempio delle nascite in prossimità di decessi, la presenza di miti familiari o di “personaggi” di cui si raccontano storie e che hanno inciso ad esempio nonni che in tempo di guerra sono partiti per l’estero, zii chiamati “pecore nere”, ecc. Tale incontro vuole gettare un ponte tra la propria storia e quella che si andrà formando con il partner nella creazione di una nuova famiglia, con un’ottica di prevenzione.

Un servizio attivato nell’ultimo anno riguarda la paternità fragile ossia la possibilità di intervenire accogliendo padri separati o in via di separazione che desiderano lavorare sulla propria sofferenza correlata all’evento traumatico. Il focus è rivolto sia a ciò che riguarda il vissuto di fallimento relazionale sia su come sostenere la funzione genitoriale nonostante l’evento della separazione: potenziando le risorse a disposizione o attivandone altre nell’ottica del sostegno al cambiamento. Altri progetti in cantiere riguardano la presenza di un osservatorio permanente sugli adolescenti considerando l’aumento di richiesta delle consulenze sia da parte degli adolescenti sia da parte dei familiari in correlazione alla preoccupazione sui figli. Crediamo fortemente che aiutare le coppie e le famiglie sia centrale per una società che voglia resistere alle difficoltà, alle crisi e che sia orientata a crescere nel benessere dei singoli membri, del sistema familiare e produca un effetto positivo su tutta la società, vorremmo che la stessa serietà venga posta dalle istituzioni e dalla politica che spesso delegano, perdendo l’occasione di essere incisivi sul vivere sociale. (Laura Boccanera, psicologa e psicoterapeuta familiare)

13 giugno 2022