Leuzzi: «Elaborare cultura per costruire la società»

L’apertura in Campidoglio dell’XI simposio dei docenti universitari su «Investire per la conoscenza in Europa», che continua all’Università Lateranense fino a sabato 4 ottobre

Fra meno di un mese, il prossimo 31 ottobre, si concluderà la consultazione pubblica per contribuire alla revisione intermedia di «Europa 2020», la strategia decennale per la crescita e l’occupazione varata dall’Unione europea per superare la crisi, attuata e controllata nell’ambito del cosiddetto «semestre europeo», il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi dell’Ue. Non è quindi un caso che l’XI Simposio internazionale dei docenti universitari, promosso dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma e inauguratosi giovedì nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si distingua dalle edizioni precedenti per un taglio particolarmente progettuale, proprio in concomitanza con la presidenza italiana del semestre europeo.

Fin dal titolo scelto per questa edizione, ovvero “L’idea di università. Investire per la conoscenza in Europa e per l’Europa”, omaggio allo storico scritto del 1852 del beato cardinale J. Henry Newman “The idea of university”, appare chiaro come l’attenzione sia infatti concentrata sull’apporto che le istituzioni accademiche possono e devono dare allo sviluppo di una strategia per una crescita più intelligente, sostenibile e socialmente inclusiva. «Bisogna elaborare cultura per costruire la società – ha detto il vescovo Lorenzo Leuzzi, delegato per la pastorale universitaria della diocesi di Roma -, lavorare insieme in modo disinteressato per la formazione delle nuove generazioni creando comunità accademiche aperte alla realtà, tutta intera», secondo un punto di vista evidentemente molto concreto. Un punto di vista condiviso da tutti i relatori presenti. Da Francis Campbell, rettore della Mary University Twickenham di Londra, che ha ricordato come l’università sia «primariamente una dimensione morale e sociale, una visione della società guidata dall’impegno e dalla responsabilità del sapere», a Guido Fabiani, già rettore dell’Università degli Studi Roma Tre dal 1998 al 2013, intervenuto in rappresentanza della Regione Lazio, per il quale «il dovere di chi amministra l’università è senza dubbio quello di formare competenze che, prima di ogni altra cosa, abbiano la capacità progettuale di cui la nostra società oggi ha estremo bisogno».

L’idea del Simposio, che nasce nel 2003 per trovare un punto di incontro tra i grandi temi della fede e della ragione e che nel corso degli anni ha visto la partecipazione di relatori quali Eric McLuhan, Ugo Amaldi, Jean Luc Marion, Salvador Giner, Jean-Paul Fitoussi e Peter Koslowski, quest’anno si è aperto con le lectio magistralis di Per Carlson, del Royal Institute of Technology di Stoccolma, e Jean Dominique, docente dell’università di Lione. L’uno e l’altro, parlando rispettivamente degli investimenti in conoscenza in Europa e del ruolo delle università cattoliche di fronte alla sfida della modernità, hanno espresso con forza la necessità di «creare dei ponti che colleghino la ricerca con la società» e l’importanza di «trasmettere il sapere non solo come un cumulo di nozioni ma come strumento al servizio dell’uomo». Una grande sfida lanciata all’università su cui i relatori continuano il confronto fino a domani, sabato 4 ottobre, presso la Pontificia Università Lateranense.

3 ottobre 2014