Linee pastorali, la sfida del discernimento
Presentata dal cardinale De Donatis la fase sapienziale del cammino sinodale alla celebrazione dei vespri di San Giovanni. Decennale della “Evangelii gaudium”, il Papa incontrerà la diocesi il 25 novembre. L’invito a un pellegrinaggio quaresimale alla basilica lateranense
Con il nuovo anno pastorale il cammino sinodale della Chiesa di Roma inaugura la fase sapienziale. Dopo l’ascolto dal basso del grido della città, da settembre spazio al discernimento comunitario che si attuerà concretamente con la comunione, la partecipazione e la missione. Le linee guida, che si riferiscono alle tre parole del Sinodo dei vescovi di ottobre, sono state presentate venerdì 23 giugno dal cardinale vicario Angelo De Donatis in occasione della celebrazione dei primi Vespri della solennità della natività di san Giovanni Battista nella basilica di San Giovanni in Laterano. Frutto di riflessione con i vescovi ausiliari, i parroci prefetti, i direttori degli Uffici del Vicariato e l’équipe pastorale diocesana, il programma, come si evince dal titolo “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”, ha come icona quella dei discepoli di Emmaus.
Nel testo si riassume il cammino iniziato nel 2017 con la verifica delle malattie spirituali delle comunità parrocchiali, passando nel 2018 alla memoria, poi la riconciliazione nel 2019 fino a giungere alla lunga fase di ascolto. «Inaugurare la fase sapienziale significa decidere con coraggio di affrontare la sfida del discernimento comunitario della voce dello Spirito – ha affermato il cardinale De Donatis –. È un passaggio importante. Potremmo pensare che, alla luce degli ascolti fatti, non ci rimanga che tirare le fila e prendere conseguentemente delle decisioni, magari a “maggioranza qualificata”. Sarebbe un errore. Dobbiamo evitare una certa fretta decisionistica e rimanere nel solco della vita spirituale, altrimenti rischiamo di fare un semplice “maquillage” ecclesiale. È indispensabile rafforzare la vita nello Spirito, la preghiera individuale e comunitaria, per capire dove ci sta portando il Signore».
Spiegando il discernimento comunitario, il vicario ha sottolineato che questo si realizza solo con la preghiera, l’adorazione eucaristica, l’ascolto della Parola di Dio. Altro aspetto importante è la fraternità, perché la Chiesa, ha detto il porporato, «cammina con tutti, non allontana nessuno. Perché porti frutto, è necessario che la comunità cristiana rinunci ad ogni mentalità elitaria, ma custodisca la consapevolezza di essere popolo di Dio e si ponga sempre in un atteggiamento di apertura verso tutti, soprattutto verso i piccoli e i poveri».
Un invito ad essere più umili, sull’esempio di san Giovanni Battista, che il cardinale aveva già rivolto durante i Vespri mettendo in guardia dalla tentazione dell’autoreferenzialità. «In un mondo in cui, anche nella Chiesa, si è tentati a sentirsi indispensabili – ha detto –, san Giovanni ci insegna il contrario». Tra i punti elencati per favorire il discernimento comunitario, l’esortazione a condividere i propri sentimenti senza temere di «esprimere anche il proprio senso di delusione e di frustrazione» insieme alle «proprie speranze, desideri, attese, soprattutto se si pensa che dietro vi sia un’ispirazione dello Spirito». De Donatis ha ammesso che la nuova fase del cammino a cui è chiamata la diocesi con il nuovo anno pastorale «è difficile. Ma non possiamo rinunciare a questo. Sono convinto che se nelle nostre comunità sapremo custodire questo clima di preghiera e di apertura all’azione di Dio, sperimenteremo una grande ricchezza».
Illustrando le linee guida per il cammino sinodale – comunione, partecipazione, missione –De Donatis ha invitato a fare memoria dell’incontro con il Signore con un pellegrinaggio quaresimale alla basilica di San Giovanni in Laterano, che celebrerà il 1700° anniversario della consacrazione, e al Battistero, da organizzare «sotto forma di una “statio” quaresimale, anche a livello di prefettura, per vivere questo momento in una dimensione comunionale ed ecclesiale». Il Capitolo Lateranense accompagnerà le comunità in questo pellegrinaggio alla vigilia del Giubileo per riscoprire «le radici della nostra identità più profonda».
Sabato 25 novembre, nel decennale dell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” di Papa Francesco, «bussola che ha orientato il cammino diocesano dei sette anni in vista del Giubileo», la Chiesa di Roma incontrerà il suo vescovo. Appuntamento a San Giovanni in Laterano per «verificare i passi compiuti nella direzione della conversione pastorale».
Alla base del cammino sinodale, ha ricordato De Donatis, c’è lo Spirito che custodisce la Chiesa nella comunione. Quindi conformemente alla costituzione apostolica “In ecclesiarum communione”, ha spiegato, sarà portato avanti «il processo di conversione sinodale delle strutture e degli organismi della Chiesa locale, a partire dai Consigli pastorali parrocchiali, per poi arrivare al livello di prefettura, di settore e diocesano. La riforma potrà funzionare solo se questi organismi di partecipazione, di discernimento e di decisione nella Chiesa saranno davvero luoghi in cui abitualmente ci metteremo in ascolto dello Spirito e non solo di esercizio di “buon senso umano”. Altrimenti scadranno immediatamente in “riunioni di condominio”». Sono quindi maturati i tempi per far confluire le équipe pastorali nei Consigli pastorali. Ma soprattutto è necessario in ogni momento «“misurare la temperatura” del clima e dello stile delle comunità e dei suoi organismi di partecipazione». Per quel che riguarda la partecipazione, i “luoghi” in cui esercitare il discernimento comunitario «sono prima di tutto i cantieri sinodali, snodi fondamentali della vita della diocesi – ha detto il vicario – . Con l’aiuto di sei schede ogni realtà ecclesiale vivrà il discernimento comunitario su altrettante questioni fondamentali della vita pastorale».
26 giugno 2023




