L’isola sanitaria di Medu per i migranti vulnerabili
L’iniziativa dopo l’ennesimo sgombero di transitanti. La richiesta alle istituzioni: «Presidi umanitari per assistenza sanitaria e informazioni socio-legali»
L’iniziativa dopo l’ennesimo sgombero di transitanti a Roma. La richiesta alle istituzioni: «Presidi umanitari che offrano assistenza sanitaria e informazioni socio-legali»
Dopo l’ennesimo sgombero del presidio di prima accoglienza per i migranti a Roma gestito da Baobab Experience, Medu (Medici per i diritti umani) e Rete legale, dietro alla Stazione Tiburtina, avvenuto il 19 maggio, Medu attiva l’Isola sanitaria per i migranti vulnerabili, potenziando il servizio della propria clinica mobile come hub sanitario di prima accoglienza. «Nella città di Roma – si legge in un comunicato diffuso dall’associazione – si sta riproponendo per l’ennesima volta uno scenario vergognoso. Un déjà vu che ormai si ripete ogni primavera con l’intensificarsi del flusso dei migranti in arrivo nel nostro Paese. Centinaia di persone vulnerabili, compresi donne e bambini, giungono a Roma dopo essere sbarcate in Italia e trovano come unica accoglienza la strada». Secondo i dati di Medu, «raccolti direttamente durante l’assistenza medica (oltre 500 persone assistite dall’inizio del 2017) il 90% di essi ha subito torture, violenze e abusi gravissimi nel paese di origine o lungo la rotta migratoria ed in particolare in Libia». Tra le principali nazionalità: Eritrea, Sudan e Somalia; età media 25 anni; minori il 15%; il paziente più piccolo: una bambina di 4 mesi
Per fare fronte a questa situazione, da oltre tre anni, rivendicano dall’associazione, «Medici per i diritti umani chiede alle istituzioni la creazione di presidi umanitari, sul modello di quelli realizzati in altre città italiane ed europee, che possano offrire tre cose essenziali: prima accoglienza, assistenza sanitaria e informazioni socio-legali. Questo a garanzia della dignità e della sicurezza di tutti. Sembra però che questo a Roma sia impossibile». Di qui un nuovo appello alle istituzione «affinché, anziché sgomberarle, valorizzino le preziose risorse che vengono dalla società civile per assicurare accoglienza ai migranti più vulnerabili e restituire dignità, prima ancora che ad essi, alla città di Roma».
22 maggio 2017

