L’Italia verso la riapertura

Dall'11 febbraio stop all'uso delle mascherine all'aperto. Si torna anche nelle discoteche, che dovranno mantenere una capienza del 50% al chiuso. Dal 31 marzo poi, con la presumibile fine dello stato di emergenza, addio alle mascherine anche al chiuso

A due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19, l’Italia vede i primi segni concreti di riapertura del Paese. A partire da oggi, 11 febbraio, stop all’obbligo delle mascherine anche all’aperto stabilito nel decreto del 13 ottobre 2016 firmato da Giuseppe Conte, alla guida del governo nei mesi dell’emergenza. Resta l’obbligo di avere con sé la mascherina e indossarla nelle situazioni di assembramento. Dopo due anni – a eccezione di una piccola parentesi nell’estate 2020 – riaprono anche le discoteche, che dovranno comunque mantenere una capienza del 50% al chiuso e dove si potrà togliere la mascherina solo in pista.

È l’inizio di un percorso annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi come una sorta di road map verso la riapertura. Due, al momento, le date in calendario: il 31 marzo, con la scadenza dello stato d’emergenza, e il 15 giugno, con la fine dell’obbligo vaccinale per gli over 50. E, come indicato nell’ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, quella del 31 marzo potrebbe essere anche la data in cui diremo addio alle mascherine anche al chiuso. Si discute ancora invece sul Green pass e su un possibile allentamento graduale, sul quale sono soprattutto le Regioni a chiedere di accelerare.

«Cambiare approccio ed essere pragmatici»: è la richiesta che arriva dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. Possibilista il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che parla di un «allentamento del Green pass, graduale, partendo dai luoghi all’aperto, possibile già dal mese di marzo». Più cauto l’altro sottosegretario Pierpaolo Sileri, concorde sulla necessità di una «revisione», con la fine dello stato d’emergenza, anche se definisce «prematuro» pensare di abolirlo. Possibile invece, nell’analisi di Sileri, l’abolizione dell’isolamento per i positivi asintomatici – anche questa una richiesta arrivata dalle Regioni -, anche prima del 31 marzo. In buona sostanza, «quando sarà dimostrata la sicurezza e gli ospedali saranno molto più vuoti».

Possibile dunque un’eliminazione dell’obbligo del Super Green pass prima del 31 marzo per tutte quelle attività in cui è previsto all’aperto, dai ristoranti agli stadi, e del certificato verde base in negozi, servizi alla persona, banche, uffici postali e uffici pubblici. Con la fine dello stato di emergenza poi potrebbe arrivare lo stop anche nei locali al chiuso, dai cinema ai musei, ai teatri e ai ristoranti,  e sui mezzi del traporto pubblico locale. Certificazione verde obbligatoria ancora sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza e nei luoghi di lavoro, dove potrebbe essere eliminato nel mese di giugno. Si tratta, in ogni caso, di un percorso sui cui ancora si discute nel governo.

Già fissata, invece, al 10 marzo la possibilità di tornare a far visita ai familiari ricoverati in ospedale, per 45 minuti al giorno. Cambiano anche, dal 1° marzo, le capienza di stadi e palazzetti, rispettivamente al 75 e al 60%: una tappa verso l’obiettivo della riapertura completa. Ancora aperta invece la mediazione con le Regioni per modificare le modalità del conteggio dei ricoveri ospedalieri, sul quale i governatori chiedono una distinzione tra ricoverati “per” Covid e ricoverati “con” Covid.

Al momento, resta comunque da registrare un’altra soglia simbolica, toccata dall’Italia proprio a poco più di due anni dall’inizio della pandemia: si attesta oltre quota 150mila il numero dei morti (150.221). 11.923.631 invece gli italiani che hanno contratto il virus mentre gli attualmente positivi sono 1.813.274, in calo di 61.351 nelle ultime 24 ore. I dimessi e i guariti sono 9.960.136 (+ 137.221 rispetto all’ultima giornata), a fronte di 683.715  tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Stabile il tasso di positività, all’11,1%. 1.322 i ricoveri in terapia intensiva (-28); 17.354 quelli nei reparti ordinari (-578).

11 febbraio 2022