L’omaggio di Roma a Nino Manfredi
A 100 anni dalla nascita, ai Musei capitolini la presentazione del documentario "Uno, nessuno, cento Nino" e del libro "Un friccico ner core. I 100 volti di mio padre Nino", del figlio Luca, che ha ricevuto la Lupa Capitolina, con la sorella Roberta. Raggi: «Un simbolo italiano»
Nel centesimo anniversario della nascita di Nino Manfredi, Roma Capitale ha omaggiato lo storico attore e regista scomparso nel 2004. Ieri, 22 marzo, in un incontro ai Musei Capitolini, trasmesso in diretta streaming, il sindaco di Roma Virginia Raggi ha donato ai figli di Manfredi, Luca e Roberta, la Lupa Capitolina. «Manfredi – ha sottolineato Raggi – ha dato tanto alla città e i romani lo hanno amato e lo amano tuttora». Un talento naturale, il suo, «unito a una dedizione costante verso questo mestiere. Un artista immenso – ha ricordato – diventato un simbolo italiano tanto da essere considerato uno di famiglia, per il modo in cui raccontava le sue storie».
Il figlio Luca ha presentato il documentario da lui stesso scritto e diretto per ricordare il padre, andato in onda ieri sera in prima serata su Rai2: “Uno, nessuno, cento Nino”. Un modo per «raccontare i molti aspetti, quasi pirandelliani» di Manfredi, ha spiegato. Non solo l’attore dei film più famosi ma soprattutto «il Nino uomo, raccontato dalla sua famiglia e dai suoi amici più intimi». Manfredi era originario della Ciociaria «ma si è sempre considerato un romano d’adozione – ha raccontato Luca -. Abbiamo toccato con mano la sua dedizione al lavoro, che spesso lo tenevano lontano da casa, ma ciò che non ci ha dato come genitore lo ha donato dal punto di vista artistico».
Nino Manfredi è stato capace anche di «raccontarsi da solo, con la grande eredità lasciata ai giovani attori», ha aggiunto la figlia Roberta, che lo ha definito «un uomo dal grande senso del rispetto, verso chiunque, e questo lo traportava poi sul set. Il mio augurio – ha aggiunto – è che questi valori possano ispirare i giovani attori perché mio padre così come tanti attori della sua generazione hanno reso grande e unico il cinema italiano ed è un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere».
Un’altra opera connessa all’anniversario della nascita dell’attore, e sempre scritta dal figlio Luca, è il libro “Un friccico ner core. I 100 volti di mio padre Nino”, presentato dal direttore di Rai Libri Patrizia Cardelli. Il titolo, che prende spunto dalla famosa canzone scritta da Ettore Petrolini e resa famosa proprio da Manfredi, «rappresenta – sono le parole di Cardelli – le emozioni provate nel pubblicare la sua storia grazie alle testimonianze di chi lo ha conosciuto meglio. Dunque le emozioni che siamo sicuri avranno i lettori».
Del rapporto di Nino con la televisione ha parlato invece il direttore di Rai2 Ludovico Di Meo, definendolo «poliedrico»: Manfredi «è riuscito a toccare i temi più svariati sempre con ironia e divertimento. Dalla Roma papalina fino agli argomenti più scottanti, passando per la comicità dei varietà, arrivando alla leggerezza di una fiction come “Lina e il Brigadiere”. Ha dato così tanto alla città che avrebbe meritato di diventare sindaco per un giorno come Alberto Sordi. La speranza – ha concluso – è che il docu-film porti il pubblico ad amare anche i suoi lati meno conosciuti».
Un talento della risata e della romanità, quello di Manfredi, che, come ha ricordato l’assessore alla Crescita culturale Lorenza Fruci, «ha incarnato una stagione irripetibile del cinema italiano e ha insegnato tanto. Roma questo non può dimenticarlo e non può non omaggiarlo».
23 marzo 2021

