Mangiare non è solo nutrirsi. La proposta dei prodotti Bio

Consumi in crescita per i prodotti biologici, sicuri e più ricchi di vitamine e antiossidanti. La riscoperta dei cibi della nostra terra, salvaguardia della biodiversità

Per condurre una vita sana e attiva, dobbiamo disporre di alimenti in quantità, qualità e varietà sufficienti a soddisfare i nostri bisogni energetici e nutritivi. Le conseguenze di una alimentazione carente e/o non equilibrata si traducono in una riduzione del benessere e della qualità della vita. Non tutte le persone però hanno un accesso sufficiente agli alimenti salutari e questo, su vasta scala, ha portato nel Mondo, da una parte, a fame e malnutrizione e, dall’altra, agli eccessi alimentari che oggi rappresentano una minaccia in continuo aumento per la comparsa di malattie come obesità, malattie cardiovascolari, ipertensione, tumori, ecc. Il cibo possiede inoltre una valenza simbolica personale (di piacere), psicologica nonché di relazione sociale, per cui “mangiare non vuol dire solo nutrirsi”!

Di fronte a questi pericoli viene proposta a livello nazionale e internazionale l’attenzione ad uno stile di vita salutare, fatto di abitudini alimentari corrette in cui l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale: il ricorso ad un “cibo sicuro, sano e buono” viene proposto fra gli obiettivi fondamentali da raggiungere a livello planetario. Da questo punto di vista, il ricorso a cibi naturali (o poco trasformati), unito al crescente interesse per le tematiche ambientali, ha portato a favorire ulteriormente il consumo dei prodotti biologici.

Non è un caso che l’agricoltura biologica sia oggi uno dei settori agricoli più dinamici d’Europa mentre in Italia crescono sia i terreni usati per la produzione (soprattutto in Sicilia, Calabria e Puglia) sia i consumi (interni e per export) del prodotto biologico. I dati emersi nell’ultima edizione, la 30esima, del Salone internazionale del biologico e del naturale a Bologna indicano che frutta (24%), ortaggi (19% circa), derivati dei cereali (17% circa) latte e latticini (14% circa) costituiscono le categorie alimentari predilette dai consumatori. Le uova “bio” rappresentano il 20% del prodotto acquistato.

Come noto, nella produzione degli alimenti biologici devono essere rispettate alcune regole fondamentali di precauzione, valide soprattutto per bambini/adolescenti e donne in gravidanza e riguardanti l’impiego minimo di fertilizzanti e pesticidi, l’uso di alcuni pesticidi “naturali” (non sono permessi pesticidi sintetici), la dichiarazione standard per prodotti ammissibili/ soggetti a restrizioni o vietati, e ancora la tolleranza di livelli ridotti di alcuni residui di pesticidi sintetici.

Ma la nutrizione non è solo questione di ingredienti. I cibi biologici fanno bene alla salute? Intanto non fanno male in quanto sono sicuri, poiché la catena alimentare è o comunque dovrebbe essere più controllata. Naturalmente è necessario anche in questo campo far attenzione alle procedure di produzione ed assicurare un sistema di tracciabilità sicuro e costantemente controllato.

Quanto al contenuto dei nutrienti, le posizioni scientifiche a questo livello sono piuttosto eterogenee. Anche se in passato sono emersi studi piuttosto critici, sembra oggi di poter affermare che i prodotti biologici hanno un livello lievemente superiore di alcuni nutrienti essenziali (vitamine) e di sostanze ad azione nutraceutica (come antiossidanti). Questo aspetto “nutraceutico” dei prodotti biologici andrebbe meglio conosciuto e pubblicizzato, vista l’importanza di tali molecole nella prevenzione delle malattie degenerative e nell’invecchiamento.

Infine l’uso di prodotti biologici ci può permettere di continuare ad apprezzare, e per alcuni riscoprire, i cibi della nostra terra e della nostra infanzia in uno sforzo proiettato a salvaguardare biodiversità e promuovere uno stile di vita eco-compatibile. (a cura di Giacinto Miggiano, direttore Uoc di Nutrizione clinica al Policlinico Gemelli)

8 gennaio 2019