Marco Gradoni, da San Lorenzo ai vertici della vela mondiale

15 anni, tre titoli mondiali nella classe Optimist, è il più giovane vincitore del premio Rolex World Sailor of the Year. La famiglia, gli amici e i progetti per il futuro

Marco Gradoni, 15 anni, tre titoli mondiali in barca a vela nella classe Optimist, un motoscafo dotato di un’unica vela, è il più giovane vincitore del premio Rolex World Sailor of the Year. L’unica italiana ad averlo vinto è stata l’olimpionica Alessandra Sensini nel 2008. Marco, romano del quartiere San Lorenzo, ha partecipato a quattro mondiali, nel 2016 in Portogallo si classifica quarto. L’anno seguente conquista il primo mondiale in Thailandia e poi ne arrivano tre di fila, fino a quello di quest’anno alle Bermuda. Nessuno aveva ottenuto questo risultato. Troppo giovane per dargli del lei durante l’intervista.

A sette anni Marco scopre la passione per la vela «sulla spiaggia di Fano, città d’origine di mio padre Luigi. «Ero in vacanza con la famiglia – racconta -. Mio padre è un appassionato di vela e per farmi trascorrere un’estate simpatica mi ha iscritto a un corso al Club Nautico Fano. Ho iniziato dall’Optimist, una barca per chi ha dai 6 ai 15 anni. Mi è piaciuto subito. È diventato il mio sport preferito».

Come è avvenuto l’incontro con Simone Ricci, il tuo allenatore?
Vivendo a Roma ho cercato un circolo sul litorale romano per allenarmi. Avevo sentito parlare di Simone e l’ho cercato per chiedere di poter far parte della sua squadra. Mi ha guidato nel percorso sportivo. È il mio coach di riferimento.

L’importanza della famiglia. Hai ringraziato in modo particolare tua madre dopo la vittoria del Rolex World Sailor. Come ha accolto la tua decisione di intraprendere questo sport a livello agonistico?
La famiglia è sempre stata al mio fianco e mi ha sostenuto nell’attività sportiva, senza essere invadente e supportandomi in ogni decisione. Alle Bermuda mia madre Anna era lì, mi ha seguito in quasi tutte le trasferte. Quando è libero da impegni lavorativi, viene anche mio padre che poi mi ad accompagna sempre agli allenamenti. Mia sorella Susanna non si è mai avvicinata alla vela ma è una delle fan più accanite.

Anche gli amici sono importanti. Cosa dicono della tua attività sportiva?
Mi seguono quando sono in trasferta e si tengono aggiornati sulle mie regate. Quando torno sono sempre curiosi di saperne di più e questo mi fa molto piacere.

E gli insegnanti?
Anche loro si interessano a quello che faccio, sono attenti alle mie esigenze di sportivo e nello stesso tempo molto apprensivi sul fatto che non devo trascurare lo studio. Sono convinto che non si deve trascurare e per questo mi impegno al massimo per avere ottimi risultati anche a scuola».

Il tuo rapporto con la fede?
Sono sincero, non sono credente. Do una spiegazione scientifica all’esistenza di tutto e sono convinto che Gesù come persona è esistito e che ha fatto cose importanti. Ho grande rispetto per chi crede e ha fede».

L’allenamento è fondamentale. Qual è la tua giornata tipo quando ti alleni per una gara?
Nel periodo invernale mi alleno di solito nel fine settimana, in quello estivo anche quattro giorni a settimana. Una volta allestita la barca indossiamo l’abbigliamento tecnico. Di solito facciamo il briefing con l’istruttore che spiega il tipo di attività che svolgeremo. Stiamo in acqua circa tre ore alternando esercizi di conduzione della barca a prove di partenza o piccole regate d’allenamento».

Non mancano le novità. Cosa è previsto nel prossimo anno?
Una barca nuova: il 29er, dove andrò assieme a un’altra persona. Dovrò relazionarmi con il mio compagno d’equipaggio. Inoltre la barca ha più regolazioni e richiede una maggiore attenzione nella messa a punto.

11 dicembre 2019