Mattarella: «Pressione perché la Russia interrompa le ostilità in Ucraina»

La guerra e le conseguenze per l’Europa e non solo, tra i temi dell’incontro al Quirinale con il presidente algerino Tebboune. I due hanno parlato anche di collaborazione internazionale, Libia e Tunisia

Una «triste vicenda». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito così la guerra della Russia contro l’Ucraina, incontrando i giornalisti al termine della visita di Stato del presidente della Repubblica algerina Abdelmadjid Tebboune, ricevuto ieri mattina, 26 maggio, al Quirinale. «Gli ho fatto presente come, secondo l’Italia, che partecipa alla condanna che si sviluppa nella comunità internazionale rispetto all’aggressione , sia necessario premere sulla Federazione russa perché venga indotta a interrompere le ostilità, si giunga a una tregua e si apra un negoziato che possa condurre a una soluzione di pace, abbandonando la via della guerra – ha raccontato -. Auspichiamo che questo avvenga», ha aggiunto. E perché questo accada, «la nostra opinione è che la Federazione russa debba avvertire una forte pressione, che è quella che noi stiamo – per la nostra parte, dentro l’Unione europea e con i nostri alleati – sviluppando. Perché una condizione di guerra prolungata in Europa rischia di creare conseguenze inimmaginabilmente gravi per l’Europa, ma non solo».

Tra i temi affrontati dai due presidenti, anche la Libia, sulla quale ha riferito di «una piena convergenza di vedute e di prospettive di visione, nell’interesse del popolo libico, nell’interesse che si sviluppi – aiutando l’azione che svolgono le Nazioni Unite – un incontro tra le parti libiche perché si risolva ogni contrasto e si trovi una soluzione condivisa che non può che passare attraverso le elezioni, da tenere su base costituzionale condivisa, il più presto possibile». Ancora, sul tavolo anche la Tunisia, in particolare «l’esigenza di sostenerne l’economia in questo momento così grave, per consentire che si giunga a un approdo democratico con le elezioni, ma con un’economia che venga messa in sicurezza rispetto alle gravissime difficoltà che oggi attraversa», ha spiegato il capo dello Stato italiano.

L’Italia, ha ribadito Mattarella, «sta sollecitando da tempo, nell’Unione europea, un’intensificazione della collaborazione con l’Algeria. L’Agenda per il Mediterraneo, recentemente definita dall’Unione europea, rappresenta un segno di avanzamento in quella direzione da parte dell’Unione; e l’Italia intende intensificare gli sforzi perché aumenti, perché cresca la collaborazione tra Algeria e Unione europea». Per l’Italia poi, ha continuato, «l’Algeria è da tempo un partner strategico per quanto riguarda l’energia, oltre che per diversi altri aspetti. E noi siamo riconoscenti all’Algeria per l’ulteriore intensificazione di questa collaborazione, così come registrato, nei mesi scorsi, nei contatti intercorsi con il nostro governo». Una collaborazione, ha chiarito, che «si estende naturalmente alla ricerca di cooperare insieme nel segno della transizione ecologica, per intensificare la definizione e lo sviluppo delle forme di energia alternativa, rinnovabili, che consenta anche di dare una risposta alla crisi climatica che vi è nel mondo, attraverso l’unica strada percorribile».

Ancora, il presidente della Repubblica ha sottolineato la «grande collaborazione economica e commerciale tra Algeria e Italia in diversi settori, non soltanto in quello energetico. Per noi, per il nostro sistema industriale, il mercato algerino è un interlocutore naturale. E ci auguriamo che si estenda la collaborazione su questo piano, economico e commerciale, ampliandosi, accrescendosi e sviluppandosi anche in altri settori, diversificando così e ampliando la sfera dei settori in cui collaboriamo economicamente». Particolarmente «importante», ha rilevato, la collaborazione «di carattere culturale, che nasce da civiltà comune, da una comune vocazione mediterranea, da tanti legami storici che ci legano e ci uniscono». Da ultimo, ha ricordato il «rapporto di amicizia tra Algeria e Italia che si evidenzia nei rapporti bilaterali eccellenti, ma che ha anche un elemento ulteriore, che è la personale amicizia tra il presidente Tebboune e me, e della quale sono molto riconoscente al presidente».

27 maggio 2022