Mediterranea: a bordo «molti minori»

La nave Mare Jonio nella rada di Lampedusa con a bordo 49 migranti salvati a circa 42 miglia dalle coste libiche. «Speriamo che la situazione si sblocchi»

La Mare Jonio si trova da oltre 4 ore in rada, a circa 200 metri dal porto di Lampedusa e in questo momento è in corso un controllo della Guardia di finanza. «Chiedono informazioni su come è avvenuto il soccorso, come si sono svolte le operazioni – racconta Mario Pozzan, 24 anni, attivista di Ya Basta e volontario a bordo della nave del progetto Mediterranea -. Siamo molto tranquilli, tutto è stato molto trasparente». A bordo della Mare Jonio ci sono 16 persone tra membri dell’equipaggio e volontari e 49 migranti salvati nel pomeriggio del 18 marzo nel Mediterraneo centrale a circa 42 miglia dalle coste libiche, una persona con polmonite è stata fatta sbarcare. L’imbarcazione su cui si trovavano era in avaria e stava imbarcando acqua. «Quando è stato fatto il trasbordo erano molto disidratati, poi il medico li ha visitati e ora stanno tutti bene – aggiunge il volontario -. Arrivano tutti dall’Africa subsahriana, molti sono minori, speriamo che la situazione si sblocchi presto”.

“I can’t believe”. Sono le parole che si sono sentiti ripetere i soccorritori quando hanno raggiunto il gommone in avaria con a bordo i 49 migranti. «Non potevano credere che, finalmente, avrebbero raggiunto l’Europa – continua Pozzan –. Tra loro c’è un ragazzo che ha passato 5 anni in Libia, dove ha visto morire davanti a sé 50 persone per denutrizione, era la quarta volta che tentava di attraversare il Mediterraneo, ogni volta l’imbarcazione su cui si trovava veniva intercettata dalla guardia costiera libica e le persone a bordo riportate indietro. Ecco perché ripetevano che era ‘incredibile’ essere sfuggiti a quell’inferno in terra e in mare».

Avvisata dall’aereo di ricognizione Moonbird della ong Sea Watch della presenza di una imbarcazione alla deriva in acque internazionali, la Mare Jonio ha impiegato quasi 5 ore per trovare il gommone, «mezzo sgonfio e con il motore in avaria», poi finalmente intorno alle 17 del 18 marzo lo ha raggiunto e sono iniziate le operazioni di salvataggio. «Abbiamo avvisato subito la Guardia costiera italiana e libica ma quando siamo arrivati non c’era nessuno – racconta Pozzan – Abbiamo fatto velocemente il trasbordo delle persone e le abbiamo portate sulla Mare Jonio». La notte è stata difficile, «abbiamo trovato il mare in tempesta con onde di 4/5 metri e per questo ci siamo diretti verso Lampedusa. In questo momento, fuori dall’isola c’è mare forza 8».

A bordo è arrivata la comunicazione della circolare del ministero dell’Interno, ma Pozzan riferisce che sono tutti tranquilli. «I porti non sono davvero chiusi e noi non abbiamo violato nessuna legge – dice –. Abbiamo avvisato la Guardia costiera italiana e libica, abbiamo seguito correttamente le procedure». Ora non resta che aspettare, «sperando che la situazione si sblocchi il prima possibile perché – conclude il volontario – sarebbe un problema trattenere a lungo queste persone su una nave attrezzata per il soccorso ma non per accoglierle per un lungo periodo. Chiediamo che le persone a terra si mobilitino per chiedere di farle sbarcare».

19 marzo 2019