Migranti: gratitudine del Papa all’Italia, «non sia lasciata sola»
Il pontefice lo ha detto durante il tradizionale incontro con il Corpo diplomatico presente in Vaticano. «Non perdere rispetto e solidarietà»
Il pontefice lo ha detto durante il tradizionale incontro con il Corpo diplomatico presente in Vaticano. «Non perdere rispetto e solidarietà»
«Occorre un impegno comune che rovesci decisamente la cultura dello scarto e dell’offesa della vita umana, affinché nessuno si senta trascurato o dimenticato e altre vite non vengano sacrificate per la mancanza di risorse e, soprattutto, di volontà politica». Lo ha chiesto Papa Francesco nel tradizionale discorso al Corpo Diplomatico di lunedì 11 gennaio. «Rimarranno sempre indelebilmente impresse nelle nostre menti e nei nostri cuori le immagini dei bambini morti in mare, vittime della spregiudicatezza degli uomini e dell’inclemenza della natura», ha detto con sdegno ricordando poi i «milioni di bambini che ogni anno muoiono a causa della piaga della fame», dalla quale fuggono i migranti anche se «spesso non rientrano nei sistemi internazionali di protezione».
Papa Francesco ha ringraziato l’Italia per il suo impegno umanitario. «L’attuale ondata migratoria sembra minare le basi di quello spirito umanistico che l’Europa da sempre ama e difende», ha rilevato affermando che «tuttavia, non ci si può permettere di perdere i valori e i principi di umanità, di rispetto per la dignità di ogni persona, di sussidiarietà e di solidarietà reciproca, quantunque essi possano costituire, in alcuni momenti della storia, un fardello difficile da portare». Quindi ha parlato dell’Italia « il cui impegno deciso ha salvato molte vite nel Mediterraneo e che tuttora si fa carico sul suo territorio di un ingente numero di rifugiati».
«Auspico – ha aggiunto – che il tradizionale senso di ospitalità e solidarietà che contraddistingue il popolo italiano non venga affievolito dalle inevitabili difficoltà del momento, ma, alla luce della sua tradizione plurimillenaria, sia capace di accogliere ed integrare il contributo sociale, economico e culturale che i migranti possono offrire». Il Papa ha poi definito «importante» che «le Nazioni in prima linea nell’affrontare l’attuale emergenza non siano lasciate sole, ed è altrettanto indispensabile avviare un dialogo franco e rispettoso tra tutti i Paesi coinvolti nel problema – di provenienza, di transito o di accoglienza – affinché, con una maggiore audacia creativa, si ricerchino soluzioni nuove e sostenibili».
L’altro tema portante del discorso è stato l’invito rivolto ai credenti a dire un deciso «no» al fondamentalismo e al terrorismo. «Solo una forma ideologica e deviata di religione può pensare – ha affermato Francesco – di rendere giustizia nel nome dell’Onnipotente, deliberatamente massacrando persone inermi, come è avvenuto nei sanguinari attentati terroristici dei mesi scorsi in Africa, Europa e Medio Oriente». «Il nome di Dio – ha concluso il Papa – è stato abusato per commettere ingiustizia».
11 gennaio 2016

