Migranti, Mediterranea: «Fate sbarcare i 78 naufraghi del mercantile Marina»

Appello all’esecutivo. Per l’ong, non è più accettabile che il governo italiano «si presti al gioco criminale del formalismo, quando si tratta di salvare vite»

«Chiediamo che l’Italia accolga subito i 78 naufraghi salvati dalla nave mercantile “Marina” che sta attendendo da più di 24 ore l’assegnazione di un porto sicuro». Lo scrive in una nota l’ong Mediterranea saving humans. «In questi giorni abbiamo contribuito a disvelare le pratiche disumane ed illegali di deportazione di donne, uomini e bambini in fuga attraverso il mare dall’inferno libico. Abbiamo contribuito a rendere note le responsabilità del governo maltese e impedito che centinaia di esseri umani avessero lo stesso destino dei 12 morti di Pasqua o dei 51 riconsegnati ai carcerieri libici – spiega l’ong -. Ma i ritardi nei soccorsi, utilizzando l’alibi delle zone Sar di competenza, anche se le richieste d’aiuto provenivano da poche decine di miglia dalle nostre coste, hanno riguardato anche l’Italia».

Per Mediterranea, non è più accettabile che il governo italiano «si presti al gioco criminale del formalismo, quando si tratta di salvare vite umane. Anche se questo significa soccorrere fuori dalle acque territoriali italiane e nella zona Sar maltese. Non si può stare a guardare mentre vengono commessi crimini come quelli dell’omissione di soccorso e della deportazione in Libia. L’Italia, e con essa l’Unione europea tutta, non possono essere complici di tutto questo». Per questo, oltre allo sbarco dei migranti, l’ong chiede che il governo italiano si occupi innanzitutto della salvaguardia delle vite umane e poi del contenzioso politico-diplomatico con Malta.

«Chiediamo a gran voce che l’Italia si comporti da Paese che mette al centro i diritti umani e le Convenzioni internazionali sul soccorso in mare e sul diritto di asilo, che pratichi quella solidarietà che in questo momento  chiede giustamente all’Europa – spiega Mediterranea -. Chiediamo che nessuna trattativa sulla ricollocazione dei profughi, che fuggono da torture e guerra e che vengono salvati dalla morte in mare, avvenga utilizzandoli come ostaggi. Chiediamo che la difficile situazione dell’isola di Lampedusa, con il sovraffollamento dell’hotspot e i naufraghi tenuti in condizioni non accettabili sul molo di sbarco, venga affrontata e risolta con soluzioni efficaci e razionali, che permettano il rispetto della dignità delle persone soccorse e degli abitanti dell’isola, e insieme misure di prevenzione e contrasto del contagio». Infine, si chiede che Lampedusa non sia lasciata sola, «o peggio trasformata in un palcoscenico per giustificare assurde chiusure dell’accoglienza di chi ha tutti i diritti di essere accolto».

5 maggio 2020