Nel giugno scorso erano oltre 17mila i minori stranieri non accompagnati accolti nelle strutture di accoglienza in tutta Italia: ragazzi che si trovano lontani da casa, senza il sostegno di nessun adulto di riferimento, per lo più tra i 15 e i 17 anni, provenienti principalmente da Paesi africani quali Gambia, Egitto, Albania, Eritrea, Somalia e Nigeria, ma anche da Bangladesh e Mali. Pensando al loro futuro è nata la campagna “Mai più soli”, creata dall’associazione “Refugees Welcome Italia”, presentata oggi, 20 dicembre, a Roma, nella Casa delle Letterature. L’obiettivo: promuovere l’accoglienza di questi ragazzi stranieri appena diventano maggiorenni.

Un ragazzo per famiglia: questo il principio a cui si ispira la campagna, che ha già coinvolto un’ampia rete sociale composta da società civile, realtà del terzo settore, servizi sociali territoriali, tribunali per minorenni e garanti regionali per l’infanzia. Il progetto, uno dei primi in Italia ad occuparsi di questo particolare “target”, prevede infatti la possibilità per i ragazzi stranieri appena diventati maggiorenni di essere ospitati in famiglia. Gli interlocutori sono dunque tutte le coppie, le famiglie ma anche i singoli cittadini che dispongono di una camera libera e risiedono in Veneto, Lazio, Umbria, Campania e Calabria. Coloro che decideranno di aprire le porte della propria casa, per un periodo di almeno sei mesi, verranno accompagnati e seguiti durante tutto il percorso, oltre a ricevere un piccolo rimborso spese.

«Ogni anno, centinaia di ragazzi, arrivati in Italia come minori soli, compiono 18 anni e sono costretti ad abbandonare i centri per minorenni, rischiando di essere nuovamente estradati o di non avere un posto dove andare», ha spiegato Fabiana Musicco, una delle fondatrici di Refugees Welcome Italia, nel corso della conferenza di presentazione del progetto. L’accoglienza in famiglia «può essere una risposta ai loro bisogni, dal momento che è una nuova modalità di cittadinanza attiva che permette di aiutare questi ragazzi vulnerabili nel cammino verso l’autonomia e l’età adulta», ha proseguito. Musicco ha snocciolato i numeri del fenomeno: erano 14.579 i minorenni sbarcati sulle nostre coste da gennaio 2017 al 25 ottobre scorso, mentre 18mila sono quelli censiti dal sistema di accoglienza italiano. «Questa iniziativa – ha aggiunto – prevede la possibilità per le famiglie di ospitare i ragazzi e le ragazze in casa per 6 mesi, accompagnandoli verso l’autonomia e rafforzando il percorso di integrazione. Evitando che finiscano in circuiti di devianza o di fragilità».

“Mai più soli” fa parte dell’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”, finanziata da numerose fondazioni italiane allo scopo di promuovere in Italia percorsi di inclusione per minori non accompagnati e giovani stranieri. Ragazzi che «si trovano in una condizione di grande vulnerabilità: hanno vissuto situazioni traumatiche e sono segnati dall’abbandono di luoghi e volti familiari, ma anche da perdite e abusi», ha spiegato la coordinatrice del progetto “Mai più soli” Angela Giallorenzi, intervenuta alla presentazione. E questa fragilità rischia di crescere col tempo, in particolare al compimento della maggiore età: diventare maggiorenni rappresenta l’inizio di una fase di nuove incertezze che rischia di vanificare i passi in avanti nel percorso verso l’inclusione nel Paese che li ospita.

Al momento, ha precisato Giallorenzi, «meno del 3% dei ragazzi che arrivano nel nostro Paese sono accolti da privati o da famiglie. Ecco perché l’altra linea di intervento della campagna prevede di potenziare il ruolo del tutore volontario, che è nominato dal giudice tutelare e svolge compiti di rappresentanza legale, perseguendo il riconoscimento dei diritti del minore e vigilando sui suoi percorsi di integrazione». Tra gli obiettivi del progetto c’è proprio quello di formare nuovi tutori volontari in Veneto, Umbria, Calabria e Campania, rafforzando una figura chiave nelle relazioni con il minore, attenta ai suoi bisogni e alle sue scelte.

20 dicembre 2017