«Il Mondo di Mezzo è mafia». “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, commenta la sentenza della terza Corte di appello di Roma che ieri, 11 settembre, si è pronunciata condannando Salvatore Buzzi a 18 anni e 4 mesi e Massimo Carminati a 14 anni e 6 mesi. «Il riconoscimento dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, prevista dall’articolo 416 bis del codice penale, nella sentenza di secondo grado confermano quello che abbiamo sempre detto durante il processo – si legge in una nota di Libera diffusa oggi, 12 settembre -: siamo davanti a presenze corruttive rafforzate da condotte mafiose confermate dalla lettura delle carte processuali e delle intercettazioni trascritte, che raccontano di una Capitale con ferite profonde, dove la corruzione, il mercimonio della cosa pubblica, una criminalità violenta e predatoria, ha inquinato e condizionato il tessuto sociale, politico ed economico».

Dall’associazione arriva quindi l’invito, «a tutti», a «continuare a impegnarci sempre di più, consapevoli che le presenze mafiose e i fenomeni di corruzione, che interessano questo territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano con la repressione e gli strumenti giudiziari ma il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze, l’orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, contrastando in tutte le sedi la criminalità organizzata e i suoi complici».

12 settembre 2018