Morto Leonard Cohen poeta e cantante visionario

L’artista canadese dalla voce profonda aveva 82 anni. Una carriera di mezzo secolo. Oltre 2mila cover da artisti di tutto il mondo

L’artista canadese dalla voce profonda aveva 82 anni. Una carriera di mezzo secolo. Oltre 2mila cover da artisti di tutto il mondo

«Con profondo dolore comunichiamo che il leggendario poeta, cantautore ed artista Leonard Cohen è morto». Con questo annuncio su Facebook, la casa discografica Sony Musica Canada ha comunicato la morte di Leonard Cohen, avvenuta la sera di giovedì 10 novembre a Los Angeles. Non è una esagerazione, anche la sua fama non era pari a quella di altri grandi della musica pop e rock, ammesso che la musica di Cohen si possa inquadrare in un genere preciso.

Cohen, che aveva 82 anni, è stato infatti molte cose: romanziere, poeta, cantante, autore. «Con lui – aggiunge la Sony – abbiamo perso uno dei visionari più prolifici e rispettati del mondo della musica». La sua voce profonda e cavernosa mancherà molto a tutti, così come le sue parole, che hanno influenzato tanti artisti fin dagli anni Sessanta del secolo scorso. «Con la sua voce baritonale cantava di amore e odio, estasi e depressione», lo ha ricordato la celebre rivista Rolling Stone.

Tra i pochi che erano esplosi nei formidabili Sixties, Cohen aveva continuato ad avere successo anche negli anni Ottanta e il suo ultimo album, “You Want It Darker”, era uscito da poco, a fine ottobre. Cohen cantava anche di religione, politica e guerra, ma anche di quel desiderio di libertà che è nel cuore di ciascuno. Come non ricordare Bird on the wire (dal suo secondo album, Songs from a room), scritta agli inizi della sua carriera durata quasi mezzo secolo, che proprio questo desiderio mette in luce, in un pezzo ricco di quelle immagini visionarie che lo hanno sempre contraddistinto.

Come un uccellino sul filo della luce, / come un ubriaco in un coro di mezzanotte/ho provato, a modo mio, ad essere libero / come un verme infilzato all’amo / come un cavaliere da un libro d’altri tempi / ho messo da parte tutti i miei fiocchi per te

Cohen aveva imparato da giovanissimo a suonare la chitarra e aveva messo su una piccola band. Si era accostato alla poesia leggendo Federico Garcia Lorca. Dopo gli studi universitari, si era trasferito nell’isola greca di Idra, dove aveva comprato una casa con del denaro lasciatogli dal padre morto quando lui aveva nove anni. Proprio lì aveva pubblicato la sua prime raccolta di poesie, Flowers for Hitler (1964) e i romanzi The favourite game (1963) e Beautiful losers (1966).

Ebreo coltissimo, studioso delle Sacre scritture e di testi sacri orientali, Cohen aveva vinto numerosi premi e onorificenze, ed era inserito nella Rock and Roll Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. Oltre 2mila cover delle sue canzoni sono state incise da grandi voci del rock, pop, country, rhythm and blues, tra cui gli U2, Elton John, Sting, Trisha Yearwood e Aretha Franklin, e non possiamo non ricordare anche Fabrizio De Andrè, che gliene dedicò tre, Suzanne, Nancy e Giovanna d’Arco.

Tra i brani, spiccano la più celebre Hallelujah e Suzanne. «Anche se è andato tutto storto / Mi ergerò davanti al Dio della Canzone / E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja». Parole appunto di “Hallelujah”, la canzone firmata da Cohen nel 1984 e portata al successo dal cantautore e chitarrista statunitense Jeff Buckley dieci anni dopo, intonata da tanti a Place de la République, a Parigi, in memoria delle vittime degli attentati del 13 novembre 2015. Buckley, tra l’altro, la cantò nel 1995 proprio al Bàtaclan, la sala concerti parigina dove i terroristi hanno ucciso decine di persone durante l’esibizione di un gruppo heavy metal americano.

C’è un’esplosione di luce / In ogni parola / E non importa se tu abbia sentito / La sacra o la disperata / Alleluja

La canzone è un “grazie” anche di fronte alle avversità della vita, alle sue contraddizioni, ai suoi drammi e alle tragedie. Un riconoscimento del valore della vita, nonostante tutto. La versione iniziale del brano contiene molti riferimenti ai testi biblici dell’Antico Testamento. Cercando di spiegare il significato del brano, Cohen dichiarò: «La canzone spiega che diversi tipi di alleluia esistono, e tutte le alleluia perfette e infrante hanno lo stesso valore. È un desiderio di affermazione della vita, non in un qualche significato religioso formale, ma con entusiasmo, con emozione. So che c’è un occhio che ci sta guardando tutti. C’è un giudizio che valuta ogni cosa che facciamo».

Poche settimane fa, la pubblicazione del quattordicesimo album, You want it darker (Tu vuoi più buio), un testamento in musica.

Magnificato e santificato / Sia il Santo Nome Vilipeso e crocefisso / Nelle sue sembianze umane / Un milione di candele accese / Per quell’aiuto mai giunto / Tu vuoi più buio / Sono pronto, mio Signore / C’è un amante nella storia / Ma la storia è sempre la stessa / C’è una ninna nanna per chi soffre / E un paradosso cui dar colpa / Ma è inciso nelle Scritture / E non è un’affermazione vuota / Tu vuoi più buio / Noi spegniamo la fiamma

Parole di umiltà e affidamento, di uno “straccivendolo del cuore”, come Cohen si definiva. Con la consapevolezza vibrante di Qualcuno che è stato «vilipeso e crocefisso», del fatto che c’è «un amante nella storia» e che c’è «una ninna nanna per chi soffre». Parole sussurrate, come di uno che si affida appunto.

Quattro anni fa erano state precedute da un prologo come Old Ideas, che conteneva già un senso di un confronto con l’idea della morte. Amen era la parola chiave, ma ancora di più lo si percepiva in Going home, quell’andare verso “casa”, la casa che ci attende tutti. Nudi alla meta, senza la “maschera” che si è soliti indossare quaggiù, in questo mondo; senza fardelli.

Sto andando a casa / senza il mio fardello / Sto andando a casa / dietro la tenda / Sto andando a casa / senza la maschera / che ero solito indossare

Parole intense, lontane dai testi dello star system del pop e del rock, ma che vorremmo sentire più spesso in una canzone.

11 novembre 2016