Msf: «Devastante» la messa al bando dell’Unrwa da Gaza

L’organizzazione lancia l’allarme sulle conseguenze della decisione di Israele: «A rischio la fornitura di aiuti umanitari imparziali. Nessuna organizzazione potrà sostituirla nel fornire servizi sanitari»

«Devastante». Da Medici senza frontiere (Msf) scelgono questa parola per definire la decisione di Israele di mettere al bando l’Unwa da Gerusalemme est, che diventa operativa oggi, 31 gennaio. «Avrà un grave impatto sulle sue attività in Cisgiordania e a Gaza ed effetti devastanti per i palestinesi e il loro accesso all’assistenza sanitaria», spiegano.

Per Claire Nicolet, viceresponsabile delle emergenze di Medici senza frontiere, «limitare le attività di un’organizzazione delle Nazioni Unite con un mandato dell’Assemblea generale crea un pericoloso precedente che mette a rischio la fornitura di aiuti umanitari imparziali e fa parte di una lunga campagna contro l’Unrwa. Nessun’altra organizzazione potrà sostituire l’Unrwa nel fornire i servizi sanitari a Gaza e in Cisgiordania – prosegue -. I bambini non riceveranno le vaccinazioni salvavita, le donne incinte avranno meno accesso alle cure e le persone con malattie croniche potranno avere complicazioni prevenibili».

A sostegno, Nicolet cita i dati: nel 2024, ricorda, l’Unrwa ha fornito oltre 6 milioni di visite mediche nella Striscia di Gaza e oltre 776mila visite in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. «Il suo contributo è enorme non solo per l’assistenza sanitaria ma per ogni aspetto della vita della popolazione nei Territori palestinesi occupati», assicura.

31 gennaio 2025