Msf: paura per la sicurezza dei civili in Sudan

Gli scontri tra Forze armate sudanesi (Saf) e Forze di supporto rapido (Rsf) «stanno minacciando centinaia di migliaia di persone». L’appello: «Proteggere medici e strutture sanitarie»

Medici senza frontiere (Msf) torna ad accendere i riflettori sul Sudan, manifestando timore per la sicurezza dei civili e del suo staff, in particolare a Zamzam. «Gli scontri tra le Forze armate sudanesi (Saf) e le Forze di supporto rapido (Rsf), in corso all’interno del campo di Zamzam, vicino a El Fasher, stanno minacciando centinaia di migliaia di persone che hanno già affrontato combattimenti e carestie», scrivono in una nota diffusa ieri, 12 febbraio.

Il giorno prima, l’ospedale dell’organizzazione a Zamzam ha accolto 17 pazienti; quello prima ancora – «quando l’offensiva delle Rsf ha raggiunto per la prima volta il campo» – sono stati 23 i pazienti assistititi in ospedale, 7 dei quali arrivati morti. Questa struttura ospedaliera, oltretutto, non può fornire chirurgia traumatologica, disponibile nel vicino ospedale saudita di El Fasher, che però è irraggiungibile a causa dei violenti scontri.

La richiesta di Msf a tutte le parti in conflitto allora è quella di «risparmiare i civili, consentendo loro di fuggire dal campo, e proteggere il personale medico e le strutture sanitarie».

13 febbraio 2025