Nasce nella Capitale “Casa Roma, una casa per tutti”

Cottolengo e Xenia trasformano l'ex casa di riposo di via di Villa Alberici in uno spazio di accoglienza all'insegna dell'inclusione. L'arcivescovo Rino Fisichella: «Può diventare segno concreto che mostri l'accoglienza verso tutti». I lavori al via nel gennaio 2022

Per una persona disabile organizzare un soggiorno in una città d’arte o partecipare a un grande evento può essere un’impresa non semplice. Ogni albergo ha due o tre stanze attrezzate per ospitare i diversamente abili, numeri insufficienti per far fronte alle richieste. Basti pensare al Giubileo ordinario del 2025 e al bimillenario della crocifissione e risurrezione di Gesù del 2033: ricorrenze religiose che porteranno a Roma milioni di pellegrini. Per promuovere l’inclusione vera, Piccola Casa della Divina Provvidenza, nota a tutti semplicemente come Cottolengo, pensa a “Casa Roma, una casa per tutti” che unisce i servizi di un hotel a 4 stelle con l’accessibilità per tutti, da chi è affetto da diverse forme di disabilità (intellettive, motorie, sensoriali) a chi farà tappa a Roma per lavoro, vacanza o cure sanitarie.

Il progetto è stato presentato questa mattina, 27 ottobre, nella Coffee House Palazzo Colonna, da Cottolengo e da Xenia Spa Società Benefit. La struttura che ospiterà “Casa Roma” già esiste, è l’ex casa di riposo del Cottolengo in via di Villa Alberici 14, chiusa dall’ottobre 2020. A due passi da piazza San Pietro, la grande struttura immersa nel verde necessitava di una radicale ristrutturazione e la famiglia cottolenghina si interrogava sul da farsi. Scartata ogni ipotesi di vendita, «si è fatto discernimento per individuare la strada da intraprendere», ha detto padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Una prima risposta è arrivata in occasione dell’organizzazione di un pellegrinaggio nella Capitale al quale dovevano partecipare molti disabili del Cottolengo. «Non c’era una struttura in grado di ospitare tutti», ha ricordato il sacerdote. Gli ha fatto eco l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che durante il Giubileo straordinario della misericordia del 2015-2016 ha «combattuto diverse volte con le strutture ricettive per dare ospitalità alle persone con disabilità». Oggi però Roma «è capace ancora una volta di iniziative che guardano al futuro con coraggio – ha proseguito monsignor Fisichella – Casa Roma può diventare un segno concreto che mostri l’accoglienza verso tutti».

Dall’incontro con Xenia è nata “Casa Roma”, «dal valore fortemente culturale», ha detto padre Arice. I lavori inizieranno a gennaio 2022 e dureranno all’incirca due anni. Previste 80 camere da letto, sale riunioni, servizi ristorativi, spazi per incontri ed eventi, palestra e centro benessere, tutti progettati con design innovativo e livelli elevati di funzionalità. «Un progetto travolgente, difficile e sfidante – lo ha definito Ercolino Ranieri, presidente e amministratore delegato di Xenia Spa -, capace di cambiare il punto di vista dell’ospitalità». Nel giorno in cui alla Camera si parlerà di strutture ricettive, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha auspicato che «si possa creare presto una rete di strutture accessibili» perché il turismo per tutti «è una grande opportunità».

Suor Veronica Donatello, responsabile della Pastorale per i disabili della Cei, si è augurata che «l’iniziativa sia da stimolo ad altre strutture capaci di rimuovere non solo le barriere fisiche ma anche quelle mentali» mentre Giusy Versace, atleta paralimpica e appartenente alla Commissione degli Affari Sociali della Camera dei deputati, ha chiesto al governo di «lanciare una campagna forte all’inclusione perché nessuno deve sentirsi escluso». Per Daniele Leodori, vice presidente della Regione Lazio, «sarà un bel giorno quello in cui strutture di questo tipo rappresenteranno la normalità perché si sarà passati dall’assistenza all’inclusione».

27 ottobre 2021