Naufragi nel Mediterraneo, il cordoglio delle istituzioni

Le parole dei presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati. Il presidente del Parlamento europeo Tajani: «Gli Stati dell’Ue approvino il piano di Bruxelles». Msf: «Obbligo di salvare vite umane»

«Dolore, rabbia e tristezza». Il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico ha usato queste parole per affidare ai social network il suo commento dopo le ultime giornate che hanno visto morire nel Mediterraneo 170 migranti diretti in Europa. «Salvare vite umane – ha sottolineato Fico – è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi». La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha espresso invece il suo cordoglio nel corso della sua visita a Parlemo. «Non possiamo rassegnarci ad accettare la morte di tanti poveri innocenti – le sue parole – . Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune».

Un monito è arrivato anche dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Non possiamo rimanere indifferenti alla morte di 170 uomini, donne e bambini», ha ribadito Tajani. Quindi ha ricordato che «c’è un piano del Parlamento europeo per fermare i viaggi di morte e ridistribuire i richiedenti asilo. Invito gli Stati membri dell’Unione europea ad approvarlo ora». Proprio contro le politiche europee, «i cui effetti sono davanti agli occhi di tutti», puntano il dito invece da Medici senza frontiere. «Dopo avere contribuito a svuotare il Mediterraneo dalle barche di salvataggio, dopo aver finanziato la Guardia costiera libica condannando migliaia di persone a finire rinchiuse nei centri di detenzione e tornare ad essere vittime della tratta, dopo aver annunciato la chiusura di porti e messo a fine a ogni forma di umanità – si legge in una nota -, all’Europa ancora sfugge il responsabile morale di queste morti. Ogni governo che non prende l’iniziativa per il ripristino di un sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo concordato a livello europeo è responsabile di queste morti e di quelle che verranno». Da parte sua, Msf continuerà a chiedere, assicurano, «che venga messo al primo posto l’obbligo di salvare vite umane per evitare altre morti. Servono vie legali e sicure per le persone in fuga verso l’Europa e un sistema di ricerca e soccorso in mare».

21 gennaio 2019