Nel 2022 uccise 104 donne; 88 in famiglia

Sono i numeri del report diffuso dal Viminale, nella Giornata internazionale del 25 novembre. I loro nomi sulla facciata di Palazzo Chigi Approvata dal Senato l’istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta su femminicidio e violenza di genere

Al 20 novembre 2022 sono 104 le donne uccise in Italia. I loro nomi sono proiettati sulla facciata di Palazzo Chigi, illuminato di rosso, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre. 88 di loro sono state uccise in ambito affettivo o familiare. Di queste, 52 hanno visto come carnefice il partner o l’ex. I numeri arrivano dal report diffuso dal Viminale. Un quadro in cui emerge con forza che si muore di più in famiglia. E non solo da giovani: delle 104 vittime del 2022, 35 – la maggior parte – avevano più di 64 anni. 37 in tutto le vittime uccise con coltelli; 23 con armi da fuoco. Ma non mancano i femminicidi a mani nude – 24 – e da percosse – 8 -. Modalità, queste ultime 3, in aumento rispetto allo scorso anno, quando comunque le morti, nello stesso periodo, sono state 109. Le cose non vanno meglio a livello mondiale: stando ai dati Onu, ogni ora più di cinque donne e ragazze hanno trovato la morte in famiglia. Significa un femminicidio ogni dodici minuti.

A raccogliere il campanello d’allarme, in Italia, il Senato, che ha approvato, alla vigilia della Giornata, l’istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta su femminicidio e violenza di genere, dopo il sì a una mozione di indirizzo da parte della Camera. Un passo avanti rispetto alla Commissione della scorsa legislatura, monocamerale – presieduta da Valeria Valente -, dai cui ha raccolto il testimone ieri, 24 novembre, con la presentazione della relazione, a Palazzo Giustiniani. Un lavoro di 4 anni, 200 audizioni, 117 sedute, che ha portato a 12 relazioni votate all’unanimità e confluite nella relazione finale approvata il 6 settembre scorso. Nelle parole della premier Giorgia Meloni, tre i pilastri essenziali: «Prevenzione, protezione e certezza della pena». A partire da questi tre punti, ha confermato l’intenzione del governo di andare avanti nel contrasto al fenomeno, ripartendo dal lavoro della scorsa legislatura. «Su mille altre tematiche ci possono essere punti diversi, ma su questo credo non ci possano essere distinzioni», le sue parole. E di «piaga sociale» ha parlato anche il presidente del Sentato Ignazio La Russa. «Sbaglia – ha detto – chi pensa che sia una questione di donne: è essenzialmente una questione di uomini. Una parte di uomini non ha digerito i passi avanti della società».

25 novembre 202