Dall’inizio di aprile si sono sviluppati nella Repubblica democratica del Congo 3 nuovi focolai di ebola, che hanno causato decine di contagi con 22 decessi registrati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Uno di questi si registra nella provincia di Équateur a Mbandaka, città di oltre 1 milione di abitanti che si trova sulle rive del fiume Congo, una delle grandi vie di comunicazione del Paese, lungo cui le persone contagiate, se inconsapevoli, potrebbero muoversi durante il periodo di incubazione del virus.

A informare sulla situazione nel Paese è Oxfam, che denuncia la crescita dell’allarme ebola, parlando di «un’epidemia che avendo raggiunto grandi centri urbani, senza un intervento immediato di prevenzione rischia di allargarsi ulteriormente tra la popolazione con conseguenze drammatiche». Proprio a Mbandaka i team di Oxfam hanno appena lanciato una campagna di informazione pubblica tra la popolazione per spiegare come proteggersi dal contagio di un virus letale, che sta facendo registrare un tasso di mortalità oltre il 42%. «Sebbene una parte della popolazione si renda conto dell’altissimo rischio che sta correndo – riferisce Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia -, in molti casi non sa come proteggersi dal contagio. Tanti non credono all’esistenza del virus o semplicemente hanno paura dei farmaci che vengono distribuiti. Così come si registrano casi di personale sanitario che si rifiuta di prestare assistenza negli ospedali, cosa che potrebbe avere conseguenze gravissime». Ancora, «esistono poi pratiche tradizionali di sepoltura e contatto con i cadaveri che possono aumentare il rischio di trasmissione del virus dopo la morte della persona contagiata».

Nella Repubblica democratica del Congo Oxfam è al lavoro  per fornire informazioni porta a porta nelle comunità più vulnerabili ed esposte al rischio di contagio, con spot e documentari nelle radio e tv locali. Allo stesso tempo sta intervenendo per l’installazione di punti per la raccolta di acqua clorinata negli ospedali, nelle scuole e nei porti ed è attiva nella distribuzione di kit igienico-sanitari tra la popolazione e nella disinfezione delle abitazioni dove si sono verificati casi di contagio. Fino ad ora sono già stati stanziati 400mila dollari ma per arginare il contagio, informano dall’associazione, servono urgentemente altri 1,1 milioni di dollari.

Per informazioni e per sostenere l’impegno di Oxfam per l’emergenza ebola è possibile consultare il sito internet.

29 maggio 2018