Niccolò D’Angelo alla guida della Questura: «Obiettivo sicurezza»

A distanza di 11 anni, torna nella Capitale dove era stato per 7 anni Capo della Mobile. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 divenne famoso per le sue indagini sulla Banda della Magliana. «Questo è un lavoro che non si fa da soli»

Una vita passata a Roma, dal 1977 al 2003: 26 anni, di cui gli ultimi sette come Capo della Squadra Mobile. È un ritorno a casa per Niccolò D’Angelo, da giovedì 16 ottobre nuovo questore della Capitale. 60 anni, originario di Trapani, dal 2003 è stato questore di Perugia e «proprio quando pensavo di riposarmi – ha detto ai giornalisti, nel corso dell’insediamento negli uffici della Questura in via di San Vitale – sono stato proiettato sulla poltrona della direzione romana»

Il tema della sicurezza ma anche quello della sua “percezione” sono al primo posto per il nuovo questore: «Sarà la nostra sfida più grande – ha detto -. So che ci sono delle aspettative importanti, in particolare per quel che concerne il controllo del territorio. Ma è giusto ricordare che questo è un lavoro che non si fa da soli: sono più “tavoli” che dialogano e trovano le soluzioni migliori». D’Angelo si è definito «una memoria storica della città». Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 divenne famoso per le sue indagini sulla Banda della Magliana: portò a processo quasi 200 esponenti dell’organizzazione criminale. «Oggi la situazione delinquenziale a Roma è completamente cambiata – ha ammesso -: c’è una mentalità diversa, i criminali s’inseriscono nel mercato finanziario, le mafie sono tante e diverse e Roma rimane una piazza importante per il riciclaggio».

Ma Roma è anche la culla della cristianità e il terrorismo è una minaccia sempre viva. «Non dobbiamo dimenticare il ruolo della Capitale con la presenza del Vaticano, ma neanche fare allarmismi. Lo spettro del terrorismo ce l’ho sempre davanti», ha detto il neo questore ricordando che uno dei suoi primi interventi a Roma fu l’attentato al Cafè de Paris e alle linee aeree turche in piazza della Repubblica, nel 1985.

Anche il tema degli incidenti allo stadio Olimpico è stato accennato dal nuovo questore. «Le nuove disposizioni del Viminale in relazione alla violenza negli stadi saranno d’aiuto – ha detto D’ Angelo -: lavoreremo per evitare gli scontri, in particolare quelli che si verificano fuori dallo stadio. Per noi una manifestazione con incidenti è una manifestazione finita male. Abbiamo comunque ampi margini di miglioramento e lavoreremo a stretto contatto con l’ Osservatorio sulle manifestazioni sportive».

«Roma è una città che regala gioie ma anche dolori – ha detto D’Angelo – e mai mi sarei aspettato di tornarci dopo 11 anni. Per questo, voglio ringraziare il capo della Polizia e il ministro dell’Interno che mi hanno scelto per ricoprire questa posizione».

Prima di incontrare gli organi di stampa, D’Angelo, al suo arrivo in via di San Vitale, ha deposto una corona in memoria dei caduti della Polizia di Stato e ha ricevuto la benedizione da parte di don Nicola Tagliente, cappellano della Questura romana.

17 ottobre 2014