Olimpiadi, Raggi dice «no»

In una conferenza stampa il sindaco ha chiarito i motivi della decisione: «No alle Olimpiadi del mattone». Malagò: «Imbarazzante»

In una conferenza stampa il sindaco ha chiarito i motivi della decisione: «No alle Olimpiadi del mattone». Malagò: «Imbarazzante» 

Niente Olimpiadi per Roma. L’ufficializzazione è arrivata nel pomeriggio di mercoledì 21 settembre da parte del sindaco Virginia Raggi: «Sarebbe da irresponsabili – ha affermato il primo cittadino – dire sì a questa candidatura». La Raggi ha sottolineato davanti alla stampa convocata a palazzo Senatorio: «Non abbiamo mai cambiato idea, lo abbiamo detto con forza anche in campagna elettorale, non ci piacciono le Olimpiadi del mattone. Non ipotechiamo il futuro dell’Italia, quello che si chiede è di assumere altri debiti per tutti gli italiani e non ce la sentiamo: paghiamo ancora quelle del 1960».

Alle spalle del sindaco le slide che raffigurano gli impianti sportivi non utilizzati, su di tutti le vele di Calatrava: «Abbiamo un progetto più ambizioso delle Olimpiadi. Quello di recuperare le opere incompiute. L’impianto di Tre Fontane dei Mondiali di nuoto diventerà un impianto paralimpico. Vogliamo riqualificare i servizi e restituire ai romani una città degna delle capitali europei».

Come sostegno della sua decisione, il sindaco ha citato più di una volta uno studio firmato dall’Università di Oxford riguardo a «costi che si moltiplicano nel tempo e a debiti che si protraggono all’infinito, pesando sulle tasche dei cittadini e sui bilanci pubblici». Alla domanda su un’eventuale consultazione, il sindaco ha risposto: «il referendum c’è già stato, è stato il ballottaggio, che il Pd ha trasformato, in sede di campagna elettorale, in un referendum sulle Olimpiadi. E ha votato no il 70% dei romani».

La conferenza stampa di Virginia Raggi è arrivata nello stesso giorno in cui il sindaco avrebbe dovuto incontrare il presidente del Coni Giovanni Malagò. L’incontro però è saltato per il ritardo di 35 minuti da parte del sindaco. La delegazione, composta anche dal presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli e dalla coordinatrice del comitato promotore Diana Bianchedi, è arrivata in Campidoglio alle 14.30, orario fissato per la riunione. Nessuna traccia del sindaco nei successivi 35 minuti quando la delegazione ha deciso di lasciare il tavolo: «Ce ne andiamo perchè 35 minuti di attesa sono troppi, abbiamo stravolto le nostre agende per essere puntuali – ha spiegato Malagò – e per più di mezz’ora abbiamo aspettato… è troppo».

«Il sindaco di Roma avrebbe dovuto
dedicare al mondo dello sport un pò più di attenzione e rispetto», ha detto Malagò in una conferenza stampa convocata dopo il mancato incontro in Campidoglio. La mozione con cui la Giunta di Roma «è imbarazzante, consiglio alla sindaca Raggi di non presentarla» ha continuato Giovanni Malagò. «La mozione parla di città che non sono mai state candidate. Bisogna sapere prima di cosa si parla, sennò si fanno brutte figure. Come si fa a non saperlo? Amburgo non è stata mai candidata, Boston neanche, è imbarazzante».

 

21 settembre 2016