“Organizzando”, la rassegna per rilanciare l’uso dell’organo

L’iniziativa dell’Istituzione universitaria dei concerti in alcune chiese. «Basti pensare a quanti capolavori Bach ha dedicato a questo strumento»

Prima serie di concerti di organo nelle chiese di Roma, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti: in tutto quattro esibizioni per “Organizzando”, rassegna ideata dalla IUC Istituzione Universitaria dei Concerti. «Il patrimonio di musica organistica sacra è vastissimo e di enorme valore. Basti pensare a quanti capolavori Bach ha dedicato a questo strumento. E le chiese romane custodiscono moltissimi organi storici di grande pregio, che oggi sono spesso inutilizzati o utilizzati al di sotto delle loro possibilità». Così la IUC spiega la genesi dell’iniziativa. L’esordio, lo scorso 29 maggio 2019 nella chiesa di Santa Maria in Campitelli che custodisce addirittura due organi storici: uno piccolo del 1635, realizzato dall’organaro Pollicoli e l’altro, monumentale,  affidato nel 1909 alla maestria artigianale dei “Fratelli Rieger”.

Prossimi appuntamenti con “Organizzando” il 5 giugno 2019 con il francese – dalle origini italiane – Daniel Matrone, che da vent’anni è organista titolare della chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Inizierà la sua performance con due grandi compositori tedeschi, che un fil rouge riconduce a Bach: Dietrich Buxtehude e  Felix Mendelssohn. Il primo – di cui Matrone eseguirà un “Preludio e fuga” e un “Corale” – è infatti il maggiore precursore tedesco del celeberrimo Kantor di Lipsia mentre il secondo – di cui verrà proposta la Sonata n. 2 per organo – è colui che all’inizio dell’Ottocento riscoprì Bach, all’epoca quasi totalmente dimenticato.

Erede della scuola organistica francese, a essa Matrone dedicherà tutta la seconda parte del concerto, con il “Preludio e fuga op. 109” di Camille Saint-Saëns, che ha saputo esaltare lo stile improvvisativo e la sbrigliata fantasia dell’illustre compositore tedesco, e con lo “Scherzo in do minore” di Eugène Gigout, allievo di Saint-Saëns e sua volta maestro di Marie-Claire Alain, che con Maurice Duruflé fu insegnante di Matrone a Parigi. In scaletta anche Buxtehude, uno dei più grandi organisti di tutti i tempi, nato nel 1637 forse a Helsingör oppure a Helsingborg: un’incertezza sul luogo natio mai risolta e che impedisce di dire, ancora oggi, se egli fosse svedese o danese. In esecuzione “Preludio e fuga in sol minore BuxWV 148” e Corale “Vater unser im Himmelreich” (due versetti). Chiuderanno la serata due brani composti dallo stesso Matrone: “Preludio alla memoria d’Alfredo Casella” e “Nobody Knows the Trouble I’ve Seen”, uno dei brani del “Triptyque pour le Normandie”, il transatlantico francese che nel 1942 – requisito dalla marina Usa nel corso della Seconda guerra mondiale – fu divorato da un incendio nel porto di New York durante i lavori di conversione in nave trasporto truppe.

Gli ultimi due appuntamenti della rassegna “Organizzando”, avranno come scenografia la chiesa evangelica luterana di via Sicilia:  l’11 giugno con l’organista Francesco Finotti, e il 19 giugno 2019 con Livia Mazzanti. A Finotti spetterà suonare l’organo realizzato nel 1930 dalla casa tedesca Steinmeyer, collocato nella cantoria sulla controfacciata della chiesa. Il concerto si apre e si chiude nel nome di Bach, di cui Finotti eseguirà la “Toccata, adagio e fuga in do maggiore BWV 564” e il “Concerto n. 2 in la minore BWV 593”, rielaborazione fatta da Bach di un Concerto di Vivaldi. Non mancherà Mozart con il suo “Andante in fa maggiore K 616”, uno dei suoi pochi brani per organo. Seguono due delle 555 Sonate di Domenico Scarlatti, quella in “re minore K 516” e quella in “sol maggiore K 125”, scritte originariamente per clavicembalo, ma adatte a tutti gli strumenti a tastiera. A questi tre autori del Settecento Finotti accosta il “Preludio, fuga e variazione in si minore op. 18” di César Franck, un caposaldo della letteratura organistica dell’Ottocento.

L’ultimo concerto, che chiude la kermesse organistica, è affidato a Mazzanti  il cui nome è legato alla riscoperta in prima mondiale delle Integrali organistiche di Rota e Castelnuovo-Tedesco e che dal 1995 dirige a Roma il festival internazionale Musicometa, da lei creato. Alla chiesa di via Sicilia presenterà il repertorio “Rota e i suoi amici”, in occasione del 40° anniversario della scomparsa di Nino Rota. Del compositore romano, morto il 10 aprile del 1979, Mazzanti eseguirà “Melopea” e “Preludio” (dalle musiche per Il Casanova di Federico Fellini), “Due Valzer sul nome di Bach”, trascrizione per organo della stessa Mazzanti (utilizzati poi per Il Casanova di Federico Fellini), “The Baptism” (dalle musiche per The Godfather di Francis Ford Coppola) e “Sonata per organo”. A conclusione della serata, l’esecuzione di Vlad (“Cinque variazioni dodecafoniche su un corale cinquecentesco”), di Castelnuovo-Tedesco («Prelude and Fanfare on the “twelve tone row”») e Napolitano (“Preghiera”).

31 maggio 2019