Oscar: tanti premi per il trionfatore
Numerose le statuette assegnate, nell’edizione numero 95, a “Everything everywhere all at once”, nelle sale dal 14 marzo. Per la prima volta, migliore attrice protagonista un’asiatica: Michelle Yeoh
Celebrata nei giorni scorsi l’edizione numero 95 dei premi Oscar. L’avvicinarsi del numero 100 rende di nuovo affascinante una competizione passata attraverso non pochi alti e bassi. Considerati il traguardo di tutta una carriera, in anni recenti la competizione per i premi è stata stravolta dall’arrivo di nuove formule narrative, fiction e piattaforme, con nomi e Paesi di provenienza inediti. Se spesso c’è stato un film che ha fatto man bassa di nomination, anche in questa edizione un titolo si è presentato con le carte in regola per sfondare. Il problema è che non era firmato da Steven Spielberg o James Cameron, ossia dagli accreditati per i premi più importanti.
Anche stavolta a Hollywood c’è stata una “rivoluzione” capace di imporre un titolo che, partendo da sette candidature, ha portato a casa i premi più prestigiosi: parliamo di Everything everywhere all at once, che ha vinto come miglior film, migliore regia, attrice protagonista e attore e attrice non protagonista. Il film è uscito con lo stesso titolo nelle sale italiane a partire dal 14 marzo: occasione per verificare “dal vivo” l’effettivo valore di un film che in effetti ha suscitato qualche perplessità.
Per definirsi tale, la “rivoluzione” deve essere ampia e profonda. Ecco il seguito: in primo luogo i registi, che sono due, Daniel Kwan e Daniel Scheinert – si firmano I Daniels -. Insieme non arrivano a 70 anni. Scorrendo poi il resto del palmares scopriamo che l’Oscar per la migliore attrice protagonista se lo è aggiudicato Michelle Yeoh, prima donna asiatica a vincere una statuetta (è originaria della Malesia) e quello per l’attore non protagonista Ke Huy Quan, anche lui di origini asiatiche, popolare da bambino grazie a film quali Indiana Jones e I Goonies, scappato dal Vietnam e finalmente approdato a Hollywood. Celebrando la sua parabola di riscatto, l’attore ha detto commosso: «Questo è il vero sogno americano… dico a voi tutti, mantenete vivi i vostri sogni! ». E il cinema che per decenni ha celebrato l’american way of life, imponendo modi e stili di vita dagli States al resto del mondo, si è trovato a confrontarsi con realtà nuove e inedite, assegnando quasi per compensazione l’Oscar come miglior attrice non protagonista sempre per lo stesso film alla veterana di Hollywood Jamie Lee Curtis, i cui genitori sono da soli un pezzo di storia del cinema, Tony Curtis e Janet Leigh.
Detto che la statuetta per il migliore attore protagonista è andata secondo pronostico a Brendan Fraser nello straziante ruolo del protagonista di The Whale, resta da aggiungere che quella degli Oscar 2023 va in archivio come una edizione che ha ridato fiato al cinema come spettacolo senza confini di tempo né di spazio. Dove tutti sono insieme protagonisti e comprimari e la discriminante del supporto economico non basta più a creare differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri.
29 marzo 2023

