Padre Amantini, in cammino verso gli altari

Il 25 novembre nel palazzo del Vicariato la chiusura dell’Inchiesta diocesana su vita, virtù e fama di santità del passionista, per 30 anni esorcista alla Scala Santa

Giunge a conclusione l’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di padre Candido Amantini, il passionista che per lungo tempo fu l’unico esorcista della diocesi di Roma, al Pontificio santuario della Scala Santa. L’appuntamento è per venerdì 25 novembre alle 12 nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense, in piazza San Giovanni in Laterano, dove l’inchiesta era stata aperta il 13 luglio 2012. Un percorso, quello alla ricerca delle “virtù eroiche” del Servo di Dio padre Amantini, che ha attraversato a ritroso i lunghi ann iin cui il passionista è stato l’unico esorcista di Roma, al santuario della Scala Santa. Moltissime le persone che si mettevano in fila fin dalle prime ore dell’alba per essere accolte da lui; in tantissimi si accalcavano per partecipare alla sua Messa mattutina.

Nato in provincia di Grosseto nel 1914 con il nome di Eraldo, aveva ricevuto l’abito religioso nel 1929, assumendo il nuovo nome di Candido dell’Immacolata. L’anno dopo, nel 1930, la professione dei voti temporanei. Arrivato a Roma, alla Scala Santa, nel 1936, per conseguire la licenza in Teologia alla Pontificia Università “Angelicum”, fu ordinato sacerdote il 13 marzo 1937. Dotato di una grande capacità di apprendere e con un’ottima conoscenza del greco, aveva imparato anche l’ebraico, il tedesco e il sanscrito. Insegnante molto apprezzato, di ebraico e di Sacra Scrittura, dal 1945 al 1947 insegna ai seminaristi passionisti alla Scala Santa; quindi viene trasferito nel convento dei Santi Giovanni e Paolo, per insegnare allo studio internazionale dei Passionisti, dal 1947 al 1960. Fino a quando la sua salute viene meno ed è costretto a lungo ricorvero ospedaliero, in seguito al quale cambierà poi completamente attività.

Inizia a fare i primi esorcismi sotto la guida del confratello Alessandro Coletti, più giovane di lui nonostante fosse suo alunno, esorcista nella diocesi di Arezzo. Inizia anche ad avere contatti con padre Pio da Pietrelcina. Dal 1961 fino alla morte, nel 1922, resta alla Scala Santa come esorcista. Su insistenza dell’allora cardinale vicario Ugo Poletti, nel 1986 alla sua scuola si mette anche padre Gabriele Amorth, al quale padre Candido trasmette la sua lunga esperienza, accompagnandolo nel delicato ministero dell’esorcismo, al quale il passionista si è dedicato per oltre 30 anni, aiutando quanti si rivolgevano a lui anche con le su proprie preghiere e quello che in tanti definiscono il suo carisma «di preveggenza». Egli, ricordano i passionisti della Scala Santa, «univa alla profonda dottrina quei carismi di cui il Signore lo arricchì abbondantemente. Dimostrava una particolare penetrazione nel comprendere le persone e ciò di cui avevano bisogno». E spesso aiutava anche chi ricorreva a lui per situazioni materiali estremamente difficili.
Era soprattutto il suo ministero di guida spirituale quello che lo rendeva particolarmente ricercato. I confratelli ricordano la sua parola «tranquilla e sicura», che era attesa «con grande avidità», la sua vita di preghiera, «assai al di là» delle pratiche prescritte dalla congregazione, e il suo amore «quantomai profondo e sentito» per la Madonna, alla quale è dedicato l’unico libro che ha scritto: “Il mistero di Maria”, del 1971 (ed. Dehoniane). Anche negli ultimi anni, quando la salute peggiorava e i ricoveri ospedalieri si facevano più frequenti, padre Candido si immergeva completamente nella preghiera, parlando con serenità anche della morte che sentiva vicina. Il 22 settembre 1992, perfettamente lucido, muore, nella sua stanza del convento. È la festa di san Candido. I suoi resti mortali sono stati traslati dal cimitero del Verano alla Cappella del Crocifisso nel Pontificio Santuario della Scala Santa.
Si ricorda che di lui padrio Pio diceva a quanti si recavano a Pietrelcina: “Voi venite da Roma? Cosa venite a fare da me? Alla Scala Santa avete un santo: andate da lui!”. Alla sua morte disse: «Era davvero un sacerdote secondo il cuore di Dio».

17 novembre 2016