Padre Carlo D’Andrea, una vita accanto alla gente e ai poveri

Il francescano è deceduto al Sant’Eugenio. Era stato parroco a San Francesco a Ripa Grande e poi amministratore a San Sebastiano fuori le mura

«Un grande evangelizzatore. Un padre che ha incarnato il suo ministero di frate e sacerdote accanto alla gente e ai poveri». Nelle parole di padre Paolo Maiello, parroco di San Sebastiano fuori le Mura, il ricordo di padre Giancarlo D’Andrea, dell’ordine francescano dei Frati Minori, morto il 5 dicembre all’ospedale Sant’Eugenio. Il prossimo 17 dicembre avrebbe compiuto 79 anni. Aveva un quadro clinico già compromesso che non ha retto al contagio da coronavirus. I funerali, presieduti dal ministro provinciale frate Massimo Fusarelli, si sono svolti il 7 dicembre a San Sebastiano fuori le Mura, dove era stato parroco dal 2014 al 2018.

Nato a Tivoli nel 1941, padre Carlo vestì l’abito il 4 agosto 1958 nel santuario di Fontecolombo (Rieti), sorto sul monte dove san Francesco scrisse la Regola dell’Ordine. Emise la professione solenne a Tivoli il 23 luglio 1964 e fu ordinato presbitero il 26 marzo 1966. Iniziò il suo ministero nell’allora Collegio Serafico di Orte-San Bernardino e poi in quello di Artena. Dal 1975 al 1984 fu vicario parrocchiale a San Francesco al Villaggio ad Acilia, all’epoca affidata alla Provincia francescana. «In quella realtà di periferia difficile, ha potuto esprimere le doti del suo temperamento aperto e capace di vicinanza alle persone, impegnato nella pastorale ordinaria e anche in quella sanitaria, prossimo soprattutto a situazioni diverse di povertà», ha scritto il ministro provinciale nel necrologio preparato per le esequie.

Nel 1984 fu nominato animatore provinciale delle vocazioni a San Bonaventura al Palatino. Per qualche anno tornò a San Francesco al Villaggio prima di essere trasferito a San Francesco a Ripa nel 1988, «per dare una fisionomia rinnovata alla “Palazzina” adiacente al convento». Nel 1993 fu nominato parroco di San Francesco a Ripa Grande, a Trastevere, dove rimase fino al 2005. Dal 2005 al 2014 fu vicario nella parrocchia di San Leonardo ad Acilia e quindi amministratore nella basilica parrocchiale di San Sebastiano fuori le mura, che ha lasciato per sopraggiunti limiti di età nel 2018.

«Padre Carlo portava ovunque il suo sorriso e la sua arguzia – ha scritto padre Fusarelli -. Volitivo e schietto, capace di custodire una diffusa rete di relazioni e di amicizie, ha lasciato il segno in moltissime persone, soprattutto famiglie, persone sole, malati e poveri». Padre Paolo Maiello ha conosciuto padre Carlo 36 anni fa e con lui aveva cominciato il suo cammino nell’ordine: gli aveva «messo in mano» tutta la sua vita. In modo particolare ricorda «il sorriso e l’abbraccio evangelico. Era contagioso, metteva subito a proprio agio» dice. Dal confratello ha imparato «la dedizione di darsi tutti i giorni per il Vangelo senza “se” e senza “ma”, solo per amore». Il primo incontro tra padre Alessandro Partini, parroco di San Francesco a Ripa Grande, e padre Carlo risale invece al 1982. «Era una persona gioviale, comunicativa, sempre disponibile – ricorda -. Faceva sentire importante ogni persona che incontrava. Per questo era sempre circondato da tante persone. Si è fatto voler bene e a Trastevere è vivo il ricordo del suo ministero».

10 dicembre 2020