Padre Francesco Maria della Croce Jordan: il «fuoco dell’annuncio e della carità»

Presieduta dal cardinale De Donatis la Messa per la beatificazione del fondatore dei Salvatoriani. Presente la bimba che ha ottenuto una grazia per sua intercessione

Seguendo le orme dei primi discepoli che si spostavano di regione in regione per portare a tutti il Vangelo di Gesù, padre Francesco Maria della Croce Jordan ha trascorso la sua vita diffondendo ovunque la Parola del Divin Salvatore, titolo di Cristo al quale dedicò la sua congregazione nota anche come Salvatoriani. Il suo unico intento era salvare tutti. Voleva piantare un seme di speranza nel cuore di coloro che «non riuscivano a percorrere la via del Vangelo per mancanza di istruzione religiosa e di formazione». Un carisma, al quale si sentì chiamato, che «ha guidato tante donne e tanti uomini di diverse nazioni e lingue alla sequela del Vangelo e, grazie all’opera della famiglia salvatoriana, ha contribuito alla diffusione del messaggio di salvezza in oltre 50 Paesi». Con queste parole il cardinale vicario Angelo De Donatis ha tracciato sabato 15 maggio il profilo di padre Jordan durante la Messa per la beatificazione del fondatore della Società del Divin Salvatore e della Congregazione delle Suore del Divin Salvatore. La sua memoria sarà celebrata il 21 luglio.

Nella basilica di San Giovanni in Laterano un fragoroso applauso ha accompagnato il momento in cui veniva scoperta l’immagine del nuovo beato, che «si può ritenere a pieno titolo figlio della Chiesa di Roma», ha affermato il porporato ricordando che nel 1878, per gli studi, padre Francesco fu indirizzato dal suo vescovo all’istituto Sant’Apollinare. Proprio a Roma, nella cappella di Santa Brigida in piazza Farnese, l’8 dicembre 1881 «ha ricevuto in dono dallo Spirito il carisma fondativo che l’ha ispirato a costituire la primitiva Società Apostolica». E sempre a Roma furono trasferite nel 1956 le sue spoglie e collocate nella cappella laterale della Casa Madre della Società del Divin Salvatore, in via della Conciliazione. Una reliquia ossea è stata portata in processione ai piedi dell’altare dalla piccola Livia Maria, 7 anni, accompagnata dalla mamma Gisella e dal papà Fernando. La famiglia di Jundiaí (Brasile) ha ottenuto una grazia per l’intercessione di padre Jordan. Durante la gravidanza i medici avevano diagnosticato alla piccola una grave deformazione dello scheletro. Dopo aver pregato e chiesto l’intercessione del fondatore dei Salvatoriani, Livia Maria è nata perfettamente sana l’8 settembre 2014, giorno della festa della Natività di Maria e anniversario della morte di Padre Jordan.

Beatificazione Padre Francesco Maria Jordan, 15 maggio 2021

Per ben delineare il carisma di Francesco Maria della Croce, alla luce delle Letture proclamate durante la liturgia – animata dal coro della diocesi di Roma -, il cardinale De Donatis ha estratto “tre fili”. Il primo filo: «Meditare la Scrittura», monito che il nuovo beato rivolgeva prima di tutto a se stesso perché aveva compreso che «solo frequentando la Scrittura, leggendola, meditandola, si acquisisce la saggezza spirituale necessaria per l’annuncio». L’augurio del cardinale è che ogni cristiano si lasci guidare dalla Parola, «la ascolti con assiduità e la interiorizzi». Uno dei principali insegnamenti di padre Jordan è che non ci si può riposare finché tutti non conoscono e amano il Salvatore. Su questo, il vicario del Papa per la diocesi di Roma ha tessuto il “secondo filo”, che «costituisce la sintesi dell’opera missionaria del beato Francesco della Croce: annunciare a tutti, per salvare tutti». Ultimo “filo”, la comunione apostolica, «l’unità che siamo chiamati a testimoniare nella vita». Rivolgendosi direttamente alla famiglia salvatoriana, il cardinale ha auspicato che la celebrazione per la beatificazione renda tutti una cosa sola in Cristo, «risvegli la consapevolezza che oggi il testimone della santità del beato Jordan è affidato a voi. A tutti – ha detto – è riconsegnato il compito di custodire il fuoco dell’annuncio e della carità, perché non sia nascosto sotto il moggio ma arda e brilli nelle tenebre, portando a tutti la luce del Signore Risorto».

Alla celebrazione hanno partecipato, tra gli altri, il cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia, il postulatore generale, padre Adam Teneta e il superiore generale della Società del Divin Salvatore padre Milton Zonta. Quest’ultimo, definendo padre Jordan «icona di santità apostolica», ha rimarcato che con la sua vita «ha fatto conoscere la virtù di una incrollabile fiducia nell’amore di Dio». Ha quindi ricordato la mitezza evangelica di padre Francesco, il suo instancabile zelo apostolico e l’amore fedele verso l’universalità della Chiesa. «Oggi più che mai abbiamo sete di queste virtù di santità per riempire di luce le tenebre del mondo» ha concluso.

17 maggio 2021