Papa Leone: «La guerra non risolve i problemi, li amplifica»

Al termine dell’Angelus, nella solennità del Corpus Domini, nuovo appello alla pace. dopo l’escalation in Medio Oriente. «Non esistono conflitti “lontani” quando la dignità umana è in gioco»

«La guerra non risolve i problemi, anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli, che impiegano generazioni per rimarginarsi». Al termine dell’Angelus di ieri, 22 giugno, solennità del Corpus Domini, Papa Leone ha lanciato un nuovo, accorato appello alla pace, davanti all’escalation della violenza in Medio Oriente. «Si susseguono notizie allarmanti dall’Iran», ha detto, riferito agli attacchi degli Stati Uniti, nella notte, ai siti nucleari iraniani. E ha parlato di uno scenario «drammatico», nel quale «rischia di cadere in oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza».

Il pontefice ha chiesto quindi che «la diplomazia faccia tacere le armi» e ha ricordato che «nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato». Per questo ha invocato un impegno da parte della comunità internazionale: «Non esistono conflitti “lontani” quando la dignità umana è in gioco».

Poco prima, commentando il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, aveva spiegato che «i doni di Dio, anche i più piccoli, crescono tanto più quanto più sono condivisi», aggiungendo che «alla radice di ogni condivisione umana ce n’è una più grande: quella di Dio nei nostri confronti». Nell’Eucaristia, ha spiegato, «tra noi e Dio, avviene proprio questo: il Signore accoglie, santifica e benedice il pane e il vino che noi mettiamo sull’altare, assieme all’offerta della nostra vita, e li trasforma nel Corpo e nel Sangue di Cristo». E «come dai chicchi di grano, radunati insieme, si forma un unico pane, così nella concordia della carità si forma un unico corpo di Cristo».

23 giugno 2025