Parolin: «Il silenzio del Papa, assordante rispetto alla ripresa delle guerre»

Il cardinale segretario di Stato ha parlato con i giornalisti a margine di un Summit, all’Augustinianum. «Siamo molto preoccupati per la violazione ormai sistematica del diritto internazionale». Su Francesco: «Ha bisogno di stare tranquillo»

«Adesso avrà bisogno di convalescenza, di stare tranquillo e di non essere disturbato». Il cardinale segretario di Stato Pietro Paolin ha parlato ieri sera, 24 marzo, con i giornalisti, a margine del Summit sulla longevità, all’Augustinianum. Al centro, naturalmente, la salute del Papa, appena tornato a casa, a Santa Marta, dopo 38 giorni di degenza al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale. Il porporato ha dichiarato di non averlo ancora incontrato. «Lo incontrerò una volta che si sarà un po’ sistemato, penso che nei prossimi giorni ci sarà occasione di incontrarlo brevemente», ha affermato.

Riguardo alla convalescenza, ha aggiunto: «Non so come sarà gestita la cosa ma ho sentito che dovrà cercare per un po’ di tempo di rimanere tranquillo, anche perché immagino che anche il ritorno dal Gemelli – poi è anche andato a Santa Maria Maggiore – qualche difficoltà in più l’abbia creata». Su eventuali cambiamenti nelle giornate di lavoro del pontefice, ha commentato che «è difficile pronosticare come sarà il programma, credo che il lavoro d’ufficio continuerà. Quando c’è bisogno di incontrare il Papa, lo si incontrerà oppure gli si manderanno i dossier in modo che li possa vedere e sui quali decidere. Si sottoporranno al Papa solo le questioni più importanti – ha aggiunto -, che richiedono decisione da parte sua, per non affaticarlo troppo. Poi, man mano che si riprenderà, si ritornerà al ritmo e alla programmazione normale».

Ancora, «per il momento non è pensabile che ci sia una ripresa immediata delle udienze e delle celebrazioni pubbliche – le parole di Parolin -. Poi si vedrà: in base al recupero medici giudicheranno se è possibile o meno». Sull’udienza in programma con Carlo d’Inghilterra, in calendario per l’8 aprile, ha aggiunto: «Spero che almeno un saluto glielo possa dare».

L’altro punto focale della conversazione con i giornalisti, il riferimento alle dichiarazioni dell’ambasciata israeliana, che in risposta al testo preparato dal Papa per l’Angelus del 23 marzo, in cui chiedeva di agire nel rispetto internazionale, ha replicato con una nota in cui si legge che «l’operazione israeliana è condotta in piena conformità con il diritto internazionale e mira a ridurre al minimo i danni ai civili. Mentre Hamas colpisce deliberatamente i civili, Israele adotta misure straordinarie per ridurre al minimo i danni ai civili».

Nelle parole del segretario di Stato, «il silenzio del Papa risuona ancora più assordante rispetto alla ripresa o alla continuazione dei combattimenti in tante parti mondo, ma è un richiamo a smettere, a trovare vie di dialogo e di pace». Quindi, commentando il comunicato dell’ambasciata israeliana, ha aggiunto: «Speriamo che sia così. Noi siamo molto preoccupati per la violazione ormai sistematica del diritto internazionale. Abbiamo parlato anche recentemente con la Croce rossa, e anche loro sono molto in difficoltà. Bombardamenti sui civili, uccisioni degli operatori umanitari sono tutte azioni che vanno esatt­amente  contro il diritto umanitario. E oggi non c’è rispetto del diritto umanitario: è uno dei grandi limiti di questa stagione».

25 marzo 2025