Parrocchie: il viaggio di Francesco

Le visite pastorali nella diocesi: la prima nel 2013 a Santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta; l’ultima il 7 aprile 2019 a San Giulio, a Monteverde. L’anno prima la tappa a Corviale, a San Paolo della Croce

Il Papa delle periferie non poteva che scegliere una parrocchia ai confini della città per iniziare il suo ministero da vescovo di Roma. È quella dei Santi Elisabetta e Zaccaria, in via Sulbiate, a Prima Porta. Francesco ci va il 26 maggio 2013, domenica, e dà la comunione a più di 40 bambini. Il primo dicembre 2013 va invece a San Cirillo Alessandrino. Il parroco di allora, don Marco Ridolfo, ricorda «la sua generosità nell’incontrare chiunque – racconta -, nello spendere del tempo per ciascuno. Girava di gruppo in gruppo, di stanza in stanza, e si percepiva il piacere di ascoltare, di salutare, di stringere le mani».

Il 6 gennaio 2014 Bergoglio arriva a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dove viene ritratto con l’agnellino sulle spalle, come il pastore nel presepe vivente. Incontra le periferie esistenziali nella basilica del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, a due passi dalla Stazione Termini, dove sono tante le attività portate avanti con i senza dimora che gravitano nella zona. È il 19 gennaio 2014 e il parroco don Valerio Baresi dice: «Abbiamo scritto una lettera a Papa Francesco raccontandogli quello che la nostra comunità fa con i rifugiati, i senza tetto, i giovani. E lui ha accettato di venire». Il giro prosegue in altri quartieri: il 16 febbraio 2014 eccolo all’Infernetto, a San Tommaso Apostolo; un mese dopo a Santa Maria dell’Orazione a Setteville di Guidonia; il 6 aprile a San Gregorio Magno alla Magliana e il 14 dicembre a San Giuseppe all’Aurelio.

Le visite alle parrocchie proseguono nel 2015 con San Michele Arcangelo a Pietralata (8 febbraio), Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (8 marzo) e Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido (3 maggio). Il 2016 è l’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, quindi le visite pastorali si fermano e riprendono l’anno successivo, continuando fino all’arrivo dalla pandemia di Covid-19. Il 15 gennaio 2017 Papa Francesco è a Santa Maria a Setteville, dove, oltre a confessare alcuni fedeli e a fermarsi con i malati, le coppie di sposi e gli operatori pastorali, abbraccia don Giuseppe Berardino, sacerdote malato di sla, che morirà una decina di giorni più tardi. La tredicesima visita di Bergoglio a una parrocchia romana è quella del 19 febbraio 2017, a Santa Maria Josefa del Sacro Cuore di Gesù, a Ponte di Nona; il 12 marzo, invece, va a Santa Maddalena di Canossa, nella Borgata Ottavia; il 21 maggio a San Pier Damiani, a Casal Bernocchi.

Domenica 25 febbraio 2018 Francesco arriva invece a Ponte Mammolo, nella parrocchia di San Gelasio I Papa e il 15 aprile dello stesso anno a San Paolo della Croce, a Corviale. Era stato il parroco don Roberto Cassano, in occasione di una Messa a Santa Marta, a invitarlo a visitare la comunità, che guida ancora. «Ricordo ancora la sua semplicità: si è posto come un parroco e non come un Papa – dichiara il sacerdote -, è stato vicino a tutti, non si è tirato indietro a richieste di selfie, domande, abbracci, soprattutto quando ha incontrato gli anziani. Ha usato un linguaggio semplice e alla mano. Anche i parrocchiani ne sono stati felici, si sono sentiti in qualche modo scelti. Il fatto che il Papa venisse nella parrocchia di una zona così bistrattata, che viene sempre dipinta come pericolosa, li ha, in qualche modo, inorgogliti». Lo ricordano anche a Tor de’ Schiavi, nella parrocchia del Santissimo Sacramento, dove si reca il 6 maggio 2018.

Il 3 marzo 2019 c’è la visita a San Crispino da Viterbo e il 7 aprile 2019 quella a San Giulio, a Monteverde. Quella di Papa Francesco è la prima Messa celebrata nell’aula liturgica rinnovata dopo alcuni lavori: tre anni prima c’era stato un cedimento del solaio e la comunità aveva dovuto svolgere le sue attività in una tensostruttura montata nell’area dell’oratorio.

5 maggio 2025