Le cifre sono allarmanti. Anche all’interno dell’Unione europea. Una donna su tre ha sperimentato una qualche forma di violenza di genere nel corso della sua vita. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro donne e ragazze, che si celebra oggi, 25 novembre, quattro commissari Ue, tra cui Federica Mogherini, hanno diffuso una dichiarazione congiunta rinnovando l’appello a porre fine al fenomeno. «In molti Paesi – si legge nel testo – più della metà dei femminicidi è commessa da un partner, da un parente o da un familiare, in ambito domestico».

È anzitutto a loro che si rivolge il progetto pilota “Valigia di salvataggio”, realizzato dall’associazione Salvamamme dal marzo 2014, i cui dati sono stati presentati alla vigilia della Giornata. Un’iniziativa nata appunto a sostegno di quelle donne del territorio di Roma che hanno subito violenza dai mariti, compagni o ex partner; di quelle che sono  intenzionate a lasciare la casa in cui subiscono violenze di ogni tipo e dove sono a rischio di vita; o di quelle che hanno dovuto abbandonare le proprie case in fretta per salvarsi. L’obiettivo, spiegano da Salvamme, è «intervenire nelle ore immediatamente successive alla “fuga” con beni di prima necessità e un supporto legale e psicologico». Per aiutarle a «Non tornare indietro», come recitava anche il titolo del convegno nel quale sono stati illustrati i dati di un’attività iniziata già prima del progetto “Valigia di salvataggio”.

Negli anni precedenti al 2014 infatti Salvamamme ha consegnato a donne vittime di violenza circa 50 “corredini” speciali all’anno, a cui vanno aggiunti quelli predisposti per i figli. Poi dal marzo 2014 «si è deciso di attivare un progetto specifico per rispondere al sempre crescente numero di richieste». 210 in tutto le valigie consegnate dall’aprile seguente fino al 20 novembre 2015, a donne di età compresa tra i 21 e i 50 anni. Alla sede dell’associazione, in via Bernardino Ramazzini 15, si sono ririvolte direttamente in 81, 18 delle quali aiutate in assoluto anonimato, attraverso la mediazione dei parenti. 170 valigie sono state consegnate da Salvamamme, includendo nel computo anche ulteriori ritiri dovuti a cambi di sagione o richieste specifiche e le 67 “valigine” con il necessario per quei bambini dagli 0 ai 18 anni che sono scappati insieme alle loro mamme, in 54 casi. Le altre 40 valigie, spiegano i responsabili di Salvamamme, sono state affidate ai Servizi sociali dei diversi municipi e alle associazioni in rete che si avvalgono del progetto della Valigia per interventi di emergenza.

Fra le donne seguite direttamente da Salvamamme, le italiane sono 11, mentre 45 provengono da altri Paesi europei, 14 dall’Africa e 11 dall’America Latina. Su tutte loro, evidenzia la presidente Grazia Passeri, affiancata da Rosanna Cerbo, responsabile scientifico di Valigia di salvataggio, «il progetto ha avuto un grande impatto emotivo»: hanno affermato di sentirsi «protette e supportate in un momento di particolar efragilità e vulnerabilità». Vedendo anche riconosciuti bisogni materiali «troppo spesso messi in secondo piano in questa fase». In concreto, sono 4 i passaggi in cui è articolato l’intervento: l’accoglienza telefonica; la registrazione della richiesta; l’immediato contatto per organizzare il ritiro della valigia; infine, contestuale al ritiro, il colloquio con la psicologa.

Ogni valigia, precisano da Salvamamme, è composta da indumenti nuovi: cambio di pantaloni, maglieria, pigiama, biancheria, scarpe, pantofole. Tutto selezionato in base alla stagione ed alla taglia. «La scelta di cose belle e nuove – sottolineano – serve a rendere più forte il messaggio della ripartenza». A completamento della valigia poi vengono inseriti prodotti per l’igiene e la cura della persona. La consegna avviene attraverso un’operatrice, che fornisce anche le informazioni per rivolgersi al 1522, il numero antiviolenza della presidenza del Consiglio dei ministri. Quindi la psicologa provvede al sostegno d’emergenza, valutando la necessità di attivare altre procedure. Su consiglio dei legali in contatto con Salvamamme, in alcuni casi più delicati, grazie all’aiuto di volontari di associazioni come Rete di Sicurezza Attiva , Federazione Polizia Interforze, Associazione Motociclisti Forze dell’Ordine, «le donne possono essere accompagnate, nei momenti più delicati, in spostamenti gestiti con precisi protocolli di sicurezza».

Per informazioni: www.salvamamme.it
25 novembre 2015