«Perplessità» di Pax Christi sulla nave Vespucci tra i “luoghi giubilari”

La nota sulla decisione dell’Ordinario militare Marcianò: «La Porta Santa sulla nave scuola della Marina militare appare sacralizzazione di una struttura finalizzata a forza e violenza»

«Non poche perplessità», nella nota diffusa da Pax Christi, sulla notizia degli ultimi giorni che vede la “Amerigo Vespucci”, nave scuola della Marina militare italiana, annoverata dall’Ordinario militare Santo Marcianò tra «i luoghi sacri giubilari, mediante i quali i nostri militari possono conseguire i benefici spirituali originati dall’indulgenza giubilare». Dall’associazione commentano l’«inopportunità» di questa scelta. «I militari – osservano – sono esseri umani che, come tutti, hanno bisogno di conversione e perdono. E il Giubileo ne può essere l’occasione. Ma la Porta giubilare sulla Vespucci – proseguono – appare come sacralizzazione di una struttura finalizzata alla forza e alla violenza, dove si addestrano giovani perché siano pronti anche ad uccidere».

Nell’analisi di Pax Christi, «più sensato sarebbe stato invitare i militari a vivere l’indulgenza giubilare altrove, anche per riconsiderare la propria scelta, quantomeno da vivere nel modo e nei limiti che quell’attività deve avere, specialmente per chi si riconosce nella fede cristiana». E citano alcuni passi del Vangelo di Luca per ricordare che «i militari non devono commettere angherie e abusi della propria forza, ma soprattutto non possono “estorcere”, in primis ai civili, il bene più prezioso, la vita». Anche il Concilio Vaticano II, proseguono, ammonisce: «Ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza esitazione».

In conclusione, «riterremmo buona la presenza dei cappellani, perché essi inducano i militari alla riflessione sulle conseguenze dei loro atti – si legge ancora nella nota di Pax Christi -. Ma li vogliamo senza stellette, per lo stesso motivo per cui non ci piace la Vespucci come luogo giubilare: essi siano coscienza critica e non parte della struttura militare che, in un mondo orientato all’etica evangelica, va sostituita da Corpi civili di pace e da un’organizzata mediazione nonviolenta per la risoluzione dei conflitti». Proprio in un mondo come quello di oggi, «in cui assistiamo a stermini di bambini, di donne, di inermi civili e che ci pone sul baratro del disastro atomico», affermano dall’associazione, «abbiamo il dovere di essere testimoni non ambigui. Lavoriamo, dunque, per una Chiesa meno schizofrenica, che non risulti dissociata tra le parole del Vangelo e del Papa, che quotidianamente ci esortano a essere concretamente artigiani di pace, e la prassi delle scelte tragiche e dissennate di questo mondo», è il monito.

16 gennaio 2025