Pietro Mennea e lo sport, “scuola” di rispetto e pace
Nel ricordo del campione olimpico e primatista mondiale dei 200 metri, l’incontro promosso dalla Fondazione che ne porta il nome e da Athletica Vaticana, a un mese dal Giubileo di giugno
«Lealtà, impegno, sacrificio, spirito di emulazione e riscatto ma anche un’immensa solidarietà, voglia di inclusione e fraternità». Tutto questo era Pietro Mennea, lo storico campione olimpico e primatista mondiale dei 200 metri, morto nel 2013, nel ricordo della moglie Manuela Olivieri Mennea, che ieri, 14 maggio, è stata protagonista di un incontro a Palazzo San Calisto organizzato dalla Fondazione Pietro Mennea e da Athletica Vaticana, a un mese esatto dall’inizio del Giubileo dello sport, il 14 e 15 giugno. Un’occasione per coinvolgere studenti e sportivi italiani di oggi e di ieri proprio sui valori dello sport.
Innanzitutto «l’etica, perché il messaggio che arriva forte da questo incontro è che con essa si arriva veramente in cima al mondo realizzando i propri sogni – ha osservato Manuela Olivieri Mennea -. Come diceva Pietro, bisogna correre una strada costellata di valori, perché chi bara non potrà mai essere contento di ciò che ottiene». E Mennea è stato portato a esempio, come sportivo, sia dentro che fuori dai campi di gara, come «simbolo di fede», come dimostrano le immagini proposte che lo ritraggono insieme a Giovanni Paolo II, entrambi tedofori d’eccezione nei Giubileo degli sportivi del 1984 e del 2000. Mennea, infatti, era un cattolico molto praticante, «un esempio di solidarietà» tanto che quando tornava nella sua Barletta, in Puglia, tra una gara e l’altra, andava a far visita a persone sole e a malati terminali «che desideravano incontrarlo per una parola, un sorriso, per passare qualche minuto in compagnia».
La parola è passata poi a chi lo sport lo ha vissuto o lo vive quotidianamente, ad altissimi livelli, come Andrew Howe, detentore del record italiano del salto in lungo, più volte medagliato agli Europei e ai Mondiali. «Perseveranza, sacrificio e umiltà sono le parole giuste per definire uno sportivo» secondo l’atleta, in passato tra le fila dell’Aeronautica militare. «Dover ingoiare un sacco di pillole amare – ha spiegato Howe – ci rende umili nei confronti della vita e spero che i ragazzi possano prendere esempio da questo, perché purtroppo spesso si vedono giovani meno abituati al sacrificio o che mollano troppo facilmente, tanto negli sport quanto nella vita, dove è ancora più importante non gettare mai la spugna». A fargli eco Andy Diaz, bronzo olimpico a Parigi 2024 nel salto triplo: «Ai ragazzi dico di avere sempre disciplina, di essere sempre pronti anche quando capisco si abbia voglia di dormire o riposare. Questo aiuta nelle vittorie ma anche nella cultura della sconfitta, perché anche quando, purtroppo, i risultati non arrivano non si hanno rimpianti e si è sicuri con sé stessi di aver giocato bene e lealmente».
Diversi gli sportivi presenti, tra i quali Zaynab Dosso, campionessa europea indoor e argento ai Mondiali 2025 sui 60 metri; Fabrizio Donato, bronzo olimpico a Londra 2012 nel salto triplo e oggi allenatore; Roberto Tozzi e Maurizio Mercuri, compagni di staffetta di Mennea; gli atleti paralimpici della Fispes Maria Giorio e Niccolò Pirosu. Insieme a loro anche Irene Marotta, dirigente delle Fiamme Azzurre, Loredana Minà, moglie del giornalista sportivo Gianni Minà, e Anna Sabia, sorella di Donato, campione europeo di corsa negli anni ’80 e morto nel 2020 a causa del Covid-19.
A concludere la serata, il presidente di Athletica Vaticana Giampaolo Mattei, che ha rivendicato la volontà di «iniziare, in vista del nostro Giubileo, a parlare di valori come la corresponsabilità su questioni centrali come la pace e il rispetto reciproco». Temi molto cari a Papa Francesco, «di cui abbiamo raccolto il testimone e vogliamo proseguire il mandato che ci ha lasciato in eredità, con uno sguardo già a Leone XIV, perché ha nel cuore la pace, come ci ha detto in questi primi giorni di pontificato, e noi sappiamo che proprio il binomio valori-sport può portare a un sano agonismo – ha chiosato -, “disarmato e disarmante”».
15 maggio 2025

