Pillola dei 5 giorni dopo, Aifa dice stop all’obbligo di prescrizione per le minorenni

Emma Ciccarelli (Forum famiglie): delibera «superficiale e irresponsabile». Movimento per la vita: «Sconfitta di scienza, ragione e buon senso»

«Superficiale e irresponsabile». La vicepresidente nazionale del Forum famiglie Emma Ciccarelli definisce così la determina dell’Aifa dell’8 ottobre, con cui viene a cessare l’obbligo di prescrizione della cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo” per le minorenni. «Quest’autorizzazione – afferma –  è un’umiliazione per le donne: solo chi non ha mai vissuto sulla propria pelle la pesantezza di una scelta tanto delicata, fatta in preda al panico e alla paura delle conseguenze, può consentire una tale azione». Nelle parole di Ciccarelli, «la donna conosce le criticità e la drammaticità di una scelta così estrema, che lascia per tutta la vita ferite indelebili nel corpo e nell’anima. Non basta avvertire nel bugiardino che “non è un farmaco da utilizzare regolarmente” se poi le ragazze – minori e dunque, per la legge italiana, non in piena facoltà d’intendere e volere – vengono lasciate sole a se stesse».

La vicepresidente del Forum famiglie non ha dubbi: «Questa – asserisce – non è libertà, è scaricare ancora una volta sulle donne, specie in una fase assai delicata qual è l’adolescenza, una responsabilità di tale portata. La libertà di accesso a questo farmaco per le minorenni equivale a mettere nelle loro mani un oggetto pericoloso e poi lavarsene le mani, favorire la deresponsabilizzazione a buon mercato, banalizzare la sessualità oltre che abdicare al compito educativo di noi adulti».

Sulla stessa linea il commento che arriva dal Movimento per la vita, secondo cui «la Determina 998 dell’8 ottobre scorso con cui l’Aifa ha eliminato anche per le minorenni l’obbligo di ricetta per la cosiddetta “contraccezione di emergenza” fino a cinque giorni dopo» rientra nella «macchina ideologica che produce, seminando menzogna e confusione, un enorme scarto di vite umane». Non si tratta, precisano dal Movimento in una nota, di semplici “contraccettivi” bensì di “intercettivi” o “contragestativi”, cioè «prodotti – assunti entro le 72 ore successive a un “rapporto non protetto” (pillola del giorno dopo: Norlevo o Levonelle) o entro i successivi 5 giorni (EllaOne) – i quali, se il concepimento del figlio è avvenuto, rendono l’utero inospitale causando la morte del concepito».

Dal Movimento parlano di «nuove forme di aborto illegale, tanto più gravi quanto più nascoste e contrastanti con l’art. 1 della legge 194 che impone allo Stato di tutelare la vita umana sin dal suo inizio e di evitare che il ricorso all’aborto sia considerato mezzo di controllo delle nascite». La strada intrapresa, insomma, non sembra quella della della diminuzione degli aborti ma della loro «moltiplicazione occulta perché gli aborti compiuti in fase precocissima vengono ignorati in virtù sia di artifici linguistici che chiamano l’aborto contraccezione, sia di manipolazioni concettuali che fanno iniziare la gravidanza con l’annidamento del figlio nell’utero della mamma».

Per il Movimento per la vita, «la menzogna più grande e grave è quella che riguarda, appunto, i figli nei primissimi momenti della loro esistenza nel grembo della mamma, come in una provetta di laboratorio: cancellati come esseri umani, ritenuti inesistenti, ridotti a grumi di cellule o materiale biologico. Una sconfitta della scienza, della ragione e del buon senso». Ancora una volta «uno sgravio per i medici di base» oltre che per la sanità. «Dispiace pensare che ragazze minorenni, nella fase della pubertà o dell’adolescenza, siano investite dalla cultura dello “scarto mondiale”», si legge ancora nella nota del Movimento, per cui è «urgente e indispensabile una profonda ed estesa opera educativa che offra una visione alta e affascinante dell’amore umano, che comprende la bellezza e la ricchezza della sessualità anche in ordine alla sua intrinseca dimensione generativa. Ma urgente è anche e soprattutto – prosegue il comunicato -, continuare a ricordare e a ribadire, senza timidezze e timori, che il concepito è uno di noi, sapendo che il rinnovamento generale della società parte da qui».

12 ottobre 2020